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Polemica sulla Curva Nord: "La donna è più di una vagina"
Polemica sulla Curva Nord: "La donna è più di una vagina"
Polemica sulla Curva Nord: "La donna è più di una vagina"
Redazione
10 anni fa
L'esplicita coreografia esposta in occasione del derby ha indignato un gruppo di cittadini che lanciano una petizione

Continua a far discutere la coreografia proposta dalla Curva Nord del Lugano in occasione del primo derby stagionale contro l'HCAP. Alla Resega sabato era stato esposto un maxi disegno di un corpo femminile con il logo bianconero sistemato tra le gambe, accompagnato dalla frase "C'è chi pensa che non ci sia niente di meglio, ma di meglio ci sei tu".

Una coreografia dai toni espliciti, che non è per nulla piaciuta a un comitato di undici persone (Nadia Pittà Buetti, Romina Plozza, Martina Malacrida, Chiara Sautter Zerbi, Barbara Conrad, Aixa Andreetta, Gabriella Bernasconi, Francesca Machado, Denise Oriet, Maruska Riva e Guido Desigis) che ha proposto una petizione che formula tre ferme richieste, "perché la nostra società merita di più in termini di valori civili":

  • la Dirigenza dell'Hockey Club Lugano faccia chiarezza sull'utilizzo del logo in questa coreografia, ma soprattutto si distanzi da quanto avvenuto e prenda posizione pubblicamente in merito all'atto di violenza che numerose donne hanno subito nel vivere questa offesa, facendo il possibile per promuovere un messaggio chiaro al proprio pubblico (la sua tifoseria in primis) mirato al rispetto nei confronti delle donne;
  • una rappresentanza degli Ultras dell'Hockey Club Lugano si scusi nei confronti della società, non solo delle donne, per la coreografia proposta lo scorso fine settimana, e dia le necessarie garanzie affinché in futuro messaggi sessisti come questo vengano evitati;
  • la RSI, riferendo del derby, invece di considerarla una coreografia "hot" facendo oltretutto ironia sulla "fantasia dei tifosi luganesi", aggiunga un commento che esprima come questa coreografia sia volgare e offensiva nei confronti della donna, perché i mass media - in particolare quelli che rispondono ad un mandato di servizio pubblico - hanno un ruolo fondamentale nel trasmettere valori in termini di comunicazione.
  • "ll richiamo sessuale alla vagina per elogiare la propria squadra è un messaggio comunicativo non solo squallido - spiegano i promotori - ma anche irrispettoso nei confronti delle donne e diseducativo nei confronti delle future generazioni che si spera imparino a considerare la donna, ben più di una vagina."

    Mentre si attende una reazione da parte degli Ultras e della dirigenza bianconera, la RSI ha già provveduto a scursarsi per la "troppa leggerezza", dando ragione ai firmatari: "In questa occasione, in effetti, non si è dato abbastanza peso ai contenuti. Riproporre delle immagini offensive è stato un errore e di questo ci scusiamo. I video sono stati rimossi dal sito internet."

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