
Non solo i 3 punti: per il Lugano vittorioso ieri sera contro il Ginevra Servette anche la soddisfazione di aver vinto con in campo ben 12 giocatori che hanno militato nella Sezione Giovanile (Vauclair, Chiesa, Ronchetti, Sartori, Riva, Matewa, Fazzini, Romanenghi, Sannitz, Morini, Bertaggia e Zorin, con Merzlikins in panchina).
Che il progetto dei Ticino Rockets iniziato la scorsa stagione sia la ricetta vincente per riportare in alto l’hockey ticinese? Lo abbiamo chiesto al giornalista sportivo di TeleTicino Patrick Della Valle.
“Quello di ieri è un premio per il lavoro svolto dal Lugano a livello di settore giovanile. Prendiamo ad esempio il caso di Matewa, uno dei talenti più validi in Svizzera. A Friborgo non aveva più sbocchi in quanto voleva conciliare la scuole e l’hockey, cosa che il club non ha potuto garantirgli. Il Lugano è riuscito a convincerlo offrendogli la possibilità di frequentate la scuola di Tenero e nel contempo di giocare ad alti livelli”.
Merito, dicevi, di un lavoro che dura da anni…“Sì, sono anni che il club, penso in particolare al presidente della Sezione Giovanile Marco Werder, sta lavorando bene. Si sono accorti che piuttosto che andare a pescare giocatori di medio livello in Svizzera interna è meglio puntare sul vivaio e formarli in casa”.
Quanto aiuta l'esperienza con i Ticino Rockets?“Con i Rockets c’è un percorso formativo più chiaro. Elia Riva, che ha un talento sopra la media, è esploso in poco tempo grazie all’esperienza formativa in LNB. Fazzini, invece, è arrivato in prima squadra nel 2012 e tutti si aspettavano molto da lui. Si è ritrovato a giocare in LNA, a un livello ancora troppo alto, oppure con gli Èlite, a un livello troppo basso. Avesse avuto la possibilità di giocare con una squadra come i Ticino Rockets avrebbe potuto fare esperienza a un livello adeguato. Aggiungo che con i Rockets senza stranieri spetta ai ragazzi di casa assumersi le responsabilità e trascinare la squadra. E questo in National League aiuta: Riva, per esempio, ha giocato in power play”.
Fazzini, che è uno dei migliori attaccanti svizzer in circolazione, si è comunque affermato grazie al suo talento sopra la media, ma senza questa ‘palestra’ il rischio è di perdere qualcuno per strada…“Molti giovani sono stati costretti a giocare in 1. o 2. Divisione, perdendosi definitivamente. Ben venga, quindi, poter fare esperienza a un livello adeguato".
(Foto: Facebook - HC Lugano)
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