
Quel sinistro al volo al 65esimo di San Gallo – Lugano vale probabilmente molto di più dei tre punti che consentono alla squadra di Tramezzani di accorciare le distanze sui sangallesi, distanti ora solo un punticino. Con quel gol inventato dal nulla da Armando Sadiku il Lugano potrebbe aver trovato quel tassello che mancava da tempo alla squadra: un attaccante in grado di sbloccare le partite, finalizzando quanto creato dai compagni oppure decidendo da solo quella partite che di mettersi sul binario giusto proprio non ne vogliono sapere.
Nei giorni immediatamente successivi l’esonero di mister Andrea Manzo, il presidente bianconero Angelo Renzetti aveva evidenziato una mancanza di disciplina all’interno dello spogliatoio, con l’allenatore che sembrava troppo legato ai suoi giocatori. Ma se il problema fosse stato proprio la mancanza di una figura come Sadiku nell’undici titolare bianconero? Il sospetto è più che lecito, considerato che in molte partire era stato decisivo l’esterno Ezgjan Alioski, poi calato di rendimento non appena le rivali avevano capito il suo modo di giocare.
Abbiamo girato la domanda all’ex attaccante della Nazionale Kubilay Türkyilmaz: “Sono d’accordo - ci dice - Vero, il risultato copre tutti i problemi ma un giocatore come Sadiku in grado di risolvere la partita dal nulla mancava. Finchè Alioski segnava con regolarità non c’erano problemi di disciplina”.
“Ogni allenatore è diverso, il presidente Renzetti vede in Tramezzani qualcuno con più autorità ma personalmente non credo che con Manzo mancasse la disciplina. Era diverso il modo di affrontare le partite”. Disciplina o meno, i tifosi possono essere soddisfatti di un acquisto che va a coprire un ruolo rimasto scoperto. “E a questi livelli che emergono questi giocatori, in grado di inventarsi un gol da zero”.
Ma se i progressi registrati dall’attacco bianconero sono evidenti, è presto per lasciarsi andare a lodi sperticate: “Sadiku deve migliorare ancora molto nel controllo palla (per ripetere gesti tecnici come quello di ieri, dove ha fatto tutto benissimo) e deve imparare a leggere le situazioni di gioco: ora come ora è molto istintivo – e va bene – ma in particolare contro squadre di livello superiore bisogna giocare anche in modo più ragionato. Mi rivedo in lui”.
Miglioramenti, sottolinea Kubi, che si possono ottenere soltanto giocando con regolarità. “È per questo che è arrivato a Lugano. E per non perdere la Nazionale”.
Per ora i tifosi possono gustarsi le sue giocate e i suoi gol, ma a fine stagione tornerà a Zurigo. E probabilmente non per restarci. Un futuro in Serie A italiana? “Gli darei una chance – conclude Kubi – In una squadra di medio-alta classifica come ad esempio il Chievo potrebbe fare bene”.
Ne scopriremo di più questa sera a Fuorigioco!
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