Cerca e trova immobili
Sport
"Piatek, un affare per il Milan? Non è detto..."
"Piatek, un affare per il Milan? Non è detto..."
"Piatek, un affare per il Milan? Non è detto..."
Redazione
8 anni fa
Mattia Sacchi, caporedattore di Ticinonews e genoano da sempre: "Un giocatore che ha mostrato grandi qualità ma anche molti limiti"

Il passaggio del bomber polacco del Genoa Krzysztof Piatek al Milan è ormai cosa fatta. L'intesa finanziaria tra il Grifone e il Diavolo si è fissata a 35 milioni di euro più bonus e gli ultimi dettagli dovrebbero essere chiariti domani. Un attaccante, il 23enne rossoblù (13 gol in 19 partite di campionato), che avrà il compito di rimpiazzare Gonzalo Higuain, ormai ad un niente dal Chelsea con il quale potrebbe debuttare in campionato già giovedì nella semifinale di Coppa di Lega inglese, che i Blues di Maurizio Sarri giocheranno a Stamford Bridge contro i cugini del Tottenham guidati dall’argentino Mauricio Pochettino.La domanda che tutti i tifosi rossoneri si pongono è: Piatek sarà in grado di risolvere i problemi offensivi che attanagliano da troppo tempo la squadra?

"È difficile da dire”, è il parere di Mattia Sacchi, caporedattore di Ticinonews e tifoso genoano da sempre. "Intanto, perché il Genoa è una squadra, che ha altri obiettivi ed altre esigenze rispetto al Milan. A mio avviso, se sono anni che gli attaccanti rossoneri falliscono, il problema è più strutturale e non circoscritto ai singoli giocatori”.

Ma che tipo di giocatore è Piatek?"È un attaccante molto mobile, che vede bene la porta e che ha un discreto fiuto del gol. Il polacco ha la capacità di capire dove va a finire la palla e, quando il difensore sta per sbagliare, è prontissimo ad approfittarne. Piatek, che comunque non considero un fenomeno, preferisce avere la palla sui piedi negli ultimi 20 metri, a ridosso dell’area di rigore, dove sfrutta al meglio il suo preciso piede destro".

E a livello di gioco aereo?"Seppur non altissimo, riesce comunque a trovare il timing giusto, ma non è certo un ariete e neppure uno di quei giocatori che ti fa salire la squadra. Certamente meglio palla a terra, dove non è uno scattista ma possiede una buona velocità".

Quali sono i suoi punti deboli?"Il suo egoismo in campo. Troppe volte si è intestardito con la palla tra i piedi anziché passarla a compagni posizionati meglio. Inoltre nelle poche partite finora disputate in serie A con le difese più chiuse non ha inciso particolarmente”.

A tuo parere, quali sono i motivi che ne hanno limitato la produttività realizzativa nelle ultime settimane?"Dopo i primi 9 gol realizzati nelle prime 7 giornate, ha giocato più per sé stesso che per la squadra. Finora, la sua stagione va divisa in due fasi ben distinte: con Ballardini ha potuto sfruttare anche il fattore sorpresa con le difese che ancora non lo conoscevano. Poi, con Juric e Prandelli, ha realizzato soltanto 4 reti, due delle quali su calcio di rigore. Secondo me, il fatto che con due allenatori su tre non si è espresso al meglio, costituisce un segnale poco beneaugurante per il Milan".

Allora il Milan non ha fatto un buon investimento con Piatek?"A mio parere, i rossoneri avrebbero dovuto puntare su attaccanti più scafati. Profili come il romanista Edin Dzeko o il belga Romelu Lukaku: gente che magari non vincerà il pallone d'oro ma garantisce un certo numeri di reti ogni anno. Ricordiamoci che, nella sua rosa, il Milan possiede già attaccanti futuribili come Patrick Cutrone e il neoacquisto brasiliano Lucas Paquetà, un centravanti esperto sarebbe stato meglio rispetto a quella che comunque rimane una scommessa. È anche vero che se Piatek ingranerà, allora si potrà parlare di un buon affare anche a livello finanziario perché il suo valore potrebbe alzarsi notevolmente. Tutto starà a vedere se riuscirà a rendere in una squadra come il Milan, abituata a mettere sotto pressione le guardinghe difese avversarie".

Tornando al fattore esperienza, Gonzalo Higuain è comunque un attaccante esperto."Certo, ma l’argentino ha avuto problemi di inserimento. Messo da parte dalla Juventus, ha subito un contraccolpo psicologico come ampiamente dimostrato nella sfida contro la squadra di Massimiliano Allegri. Ma l'operazione di mercato aveva un senso e probabilmente sarebbe stata la linea migliore da seguire anche adesso".

E il tuo Genoa, come esce da questa operazione?"Economicamente l'operazione ci potrebbe anche stare. Il problema è di filosofia di società, perché la politica instaurata da Preziosi non garantisce continuità alla squadra ed è l'ennesimo segnale che Genova è una tappa di passaggio per chiunque abbia un minimo di talento. A livello finanziario, il fatto di liberarsi di Piatek, ha sì assicurato un guadagno di 36 milioni di euro, ma nel contempo indebolisce – di fatto - la squadra, che con la sua permanenza fino al termine del corrente campionato avrebbe oltretutto permesso di rialzare ulteriormente il prezzo del giocatore. La squadra, come già nelle precedenti stagioni, è stata costruita malamente e senza una programmazione precisa. Si pensa solo a fare plusvalenze. Ora, così come avvenne con la partenza di Tomas Rincon, sostituito soltanto due anni dopo da Esteban Rolón, il Genoa rischia di dover attendere troppo tempo per trovare un degno sostituto a Piatek. Insomma, i pastrocchi di Preziosi, che cedette Pellegri all’AS Monaco dopo averlo definito incedibile come fatto con Piatek nuocciono all’immagine del vecchio Grifone. E a questo proposito, il presidente genoano dovrebbe prendere ad esempio l’Atalanta, club che nelle ultime stagioni ha sì venduto pedine importanti come Conti, Spinazzola e Caldara, ma facendo prima completare il loro ciclo a Bergamo prima di reinvestire intelligentemente i soldi incassati”.

RQ 

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata