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Petkovic in nazionale: una scelta difficile?
Redazione
13 anni fa
Dall'interno tanti avrebbero voluto Tami: decisivo il rapporto con Stadelmann?

Alla fine la Federazione svizzera di calcio ha scelto Vladimir Petkovic.C'è rimasto male il nostro Pier Tami che si è detto "deluso per non poter allenare una squadra di grandi prospettive".Signore anche nelle sconfitte. E questa, è una di quelle che brucia.Anche perché a batterlo, è stato uno che lui conosce bene, che ha lottato ed è cresciuto sul suo stesso terreno.Petkovic a Roma è stato praticamente esonerato in queste ore.Il presidente della Lazio Lotito però non ha ancora potuto ufficializzare la separazione: questione di soldi, come accade spesso in queste situazioni.Petkovic vuole essere pagato (a ragione) sino a fine stagione.Lotito invece, saputo dell'ufficializzazione di Petkovic sulla panchina rossocrociata, vorrebbe risparmiare qualcosa.Sono due caratterini che non troveranno facilmente un accordo. Intanto la scelta di Petkovic non è comunque piaciuta a tutti.Il  candidato, prodotto dalla Swiss Football League (che può proporre di diritto un nome al comitato centrale della Federazione), spacca i vertici del nostro calcio.Già qualche giorno fa un noto quotidiano della Svizzera interna aveva parlato dello strano rapporto che intrattengono Stadelmann (delegato, ma tutti lo chiamano Chef, delle squadre nazionali ed ex presidente della Swiss Football League) e il manager di Petkovic, Vinicio Fioranelli.Da notare che con Petkovic, a Roma, lavora proprio il figlio di Fioranelli.A Berna infatti era forte anche la corrente Tami: un allenatore che veniva dall'interno, che aveva fatto la gavetta e che per molti avrebbe meritato la panchina più ambita.Che Petkovic non sia una scelta unanime risalta dal contratto. Sino al dicembre 2015. Eventualmente a giugno 2016 in caso di qualificazione agli Europei.Ma in caso di qualificazione non sarebbe stato giusto allungarlo sino al 2018?Chiaro che questo contratto è il frutto di un compromesso. E i compromessi spesso non finiscono bene. Speriamo che stavolta non sia così. Perché Petkovic se lo merita. Così come il nostro calcio.

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