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Pelloni e l'addio ad Aarau
Pelloni e l'addio ad Aarau
Pelloni e l'addio ad Aarau
Redazione
9 anni fa
Il giovane portiere si sta guardando in giro per cercare una nuova sistemazione in vista della prossima stagione

Nato e cresciuto in Ticino, dove ha già vestito le maglie di Locarno e Chiasso, da tre anni Ulisse Pelloni gioca per l'Aarau. Quest'avventura però sembra destinata a finire al termine di questo campionato...

"Per quanto ne so io è vero, nessuno è venuto a dirmi che non vogliono rinnovarmi il contratto però è quello che mi è parso di capire. Ma non sono il solo, anche con altri giocatori in scadenza la situazione è un po’ confusa, le comunicazioni vengono fatte un po’ in modo superficiale, ti lasciano un po’ nel dubbio."

Gli ultimi risultati poco esaltanti dell'Aarau (5sconfitte consecutive) potrebbero essere legati a questa situazione?

"Può essere. Ci sono state delle situazioni in società che sono arrivate alla squadra che non lasciano libera la testa ad alcuni giocatori. Ad esempio sono state fatte dichiarazioni sui giornali, su determinati giocatori, di cui questi ultimi non erano a conoscenza. Anche per i rinnovi dei contratti la cosa si sta spingendo un po’ troppo in là, soprattutto per chi è magari un po’ più "anziano" rispetto a me. È ovvio che quando vai sul campo cerchi di lasciar fuori i problemi ma poi nella tua testa continuano a girare. I risultati sono l’insieme delle cose, poca chiarezza con i giocatori, magari alcune situazioni di gioco non vengono allenate abbastanza. È vero, siamo in una posizione stabile, lontani da una retrocessione, ma è impossibile pensare a una promozione con lo Zurigo di mezzo ed è difficile quindi esprimere le proprie potenzialità. La mancanza di gioco che esprimiamo comunque è molto strana perché il nostro gruppo è davvero unito, è la prima volta che mi capita di trovare un ambiente così compatto nello spogliatoio. Nessuno comunque è tranquillo sul campo, ognuno ha le sue cose per la testa. È vero, siamo pagati e siamo professionisti ma siamo anche esseri umani."

Una situazione che vi ha sorpresi?

"Aarau è sempre stata una società chiara, precisa e puntuale, che ha programmato le cose nel modo giusto mentre quest’anno c’è mancanza di chiarezza, c'è confusione all’interno della società, tra i membri stessi, mentre tra staff e giocatori le cose vanno bene."

Abbiamo letto che Deana sarà il tuo sostituto. Ti stai già guardando in giro?

"Per forza, mi è parso di capire che devo trovare una nuova sistemazione. Se ci potesse essere la possibilità di tornare in Ticino non direi di no. Valuto ciò che mi viene proposto, perché gioco a calcio e ho bisogno di una squadra. Tornare a casa potrebbe essere uno stimolo per ripartire e ricaricare le batterie. La situazione al momento comunque è difficile perché manca ancora un mese e mezzo."

Ti aspettavi di non essere confermato? 

"A dire il vero no, perché verso ottobre-novembre ci eravamo trovati con Raimondo Ponte che sembrava indirizzato verso un rinnovo, mi aveva dato già anche i dettagli del contratto. Poi siamo andati in Spagna in ritiro e il vice presidente ci ha detto che il Club avrebbe atteso fino a marzo per parlare con chi era in scadenza di contratto. Dopodiché la cosa si è protratta di settimana in settimana, poi è stata la volta del rinnovo di Schällibaum (prolungato 1 anno ndr). Insomma, una cosa tira l'altra e stiamo ancora aspettando. Sono ad Aarau da 3 anni e mi sono trovato sempre bene, ma se la situazione è così… si accetta."

Sere

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