
"Vergogna! Indegni! Guardatevi in faccia, meritiamo di più." Cosi recitavano gli striscioni esposti ieri sera alla Valascia dai tifosi della Curva Sud, o meglio, dai pochi rimasti. Il quarto ko di fila nella serie contro il Langnau, il decimo consecutivo alla Valascia. Poco, anzi, pochissimo. C’è stato un accenno di presenza nei primi 10 minuti del primo tempo, una presenza comunque non sufficientemente concreta. Poi è calato il sipario sugli uomini di Constantine. Il Langnau doveva essere l’avversario a portata di mano dei biancoblù, un avversario battibile ma i leventinesi non sono riusciti a vincere contro i tigrotti dell'Emmenthal nemmeno una misera volta. Ai leventinesi non resta davvero altro che guardarsi in faccia, rimboccarsi le maniche e riordinare al più presto le idee. Urge un repentino cambiamento di rotta. Il prossimo scolgio potrebbe infatti essere molto, ma molto pericoloso: il Ginevra Servette di McSorley. Una squadra, una società, una piazza che non ha nessuna intenzione di giocarsi il posto nella massima serie contro i cugini del Losanna.Al termine dell'incontro abbiamo raccolto qualche dichiarazione dei protagonisti.Paolo Duca: "É frustrante e fa malissimo perdere così ma non possiamo lasciarci andare o nasconderci dietro nessuno. Solo noi possiamo prendere in mano la situazione e cercare di salvarci nella prossima serie. Dobbiamo veramente cercare di digerire questa sconfitta il più in fretta possibile perchè scotta e fa veramente male. Però dobbiamo guardare in avanti per fare il massimo per salvare questa stagione e questa società." John Fust: "Non c'è molta differenza tra i play off e i play out, si tratta di vincere o perdere 4 o 5 partite. Siamo una squadra giovane e abbiamo imparato che senza il nostro miglior rendimento e senza sfruttare il nostro potenziale non possiamo raggiungere i play off. Forse abbiamo fatto un piccolo passo indietro ma abbiamo il potenziale per migliorare. Abbiamo molti giovani giocatori che hanno imparato molto questa stagione e anche come squadra abbiamo imparato molto e spero che potremo vivere un'altra stagione di successo il prossimo anno." Male il power play. Male Bednar. Male Nummelin. Malissimo Hendry. Tuttavia la serie è in perfetta parità e nonostante la serata storta di tanti attori protagonisti del cast bianconero, il finale del film è tutt’altro che scontato e tutto è ancora aperto. Per il lieto fine però, il Lugano deve ritrovare a) il power play b) i suoi stranieri. Con l’uomo in più sul ghiaccio i bianconeri non riescono più a segnare, ma nemmeno a rendersi particolarmente pericolosi. Merito anche del Friborgo e della strategia adottata dagli uomini di Kossman per fermare il power play luganese: due uomini alti per contrastare l’impostazione dell’azione d’attacco avversaria e, una volta in box play una pressione e un pattinaggio asfissiante. Qualcosa nella strategia del Lugano deve quindi cambiare. E poi, come dicevamo, ci sono gli stranieri: Bednar sembra proprio avere qualcosa che no va, anche fisicamente. Nummelin lo si riconosce sul ghiaccio solo perché indossa la maglia numero 33. Hendry colleziona in fase difensiva e d’impostazione un serie interminabile di o/errori. L’unico a salvarsi ieri sera è stato il generosissimo McLean, un lottatore che il Lugano non deve assolutamente lasciarsi scappare per la prossima stagione. Tra le tante statistiche che riguardano i playoff, prendiamo quella che conta i punti realizzati dagli stranieri: gli stranieri dello Zugo hanno ottenuto un bottino di 19 punti contro i 12 di quelli del Bienne. Zugo a un passo dalle semifinali. Dumont, Ritchie e Kwiatoski del Berna hanno totalizzato finora 8 punti contro 5 di quelli del Kloten. Ci sono poi i 9 di quelli dello Zurigo (sulle rive della Limmat però si sono svegliati Monnet e Bärtschi) e l’unico realizzato da Taticek (solo un assist...) per il Davos. E i campioni svizzeri in
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