
Dellacasa non è più l’allenatore dell’Associazione Calcio Lugano. La notizia, giunta attorno a mezzogiorno, non rappresenta però una sorpresa. Il suo, in fondo, è stato un addio annunciato già sabato sera dall’assordante silenzio di Pastorello, che diversamente dalle ultime settimane, non si era affrettato a rinnovare la fiducia al proprio tecnico.La sconcertante prestazione nel derby con il Locarno è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: un Lugano così, senza anima, senza gioco, e soprattutto senza vittorie, non lo si vedeva da un pezzo. Normale, in questi casi, che a pagare sia stato l’allenatore. Dellacasa, tecnico che forse avrà sbagliato anche molto nelle ultime settimane, ma che resta, senza dubbio, un lavoratore indefesso e un grande professionista. Dellacasa, se l’aspettava?“Credo che quando una squadra entra in una spirale negativa è normale che pagare sia l’allenatore: questa in fondo è un po’ la regola del calcio”.Se lei potesse tornare indietro cosa cambierebbe?“Se avessi capito cosa non fare non l’avrei fatto. Abbiamo sempre lavorato molto con grande attenzione, anche sotto il risvolto gestionale degli individui. Probabilmente qualche giocatore non ha risposto o reagito nella maniera giusta quando siamo andati in difficoltà”.Ha già risolto il contratto che scade al 2008?“Con il Lugano non ho nessun tipo di problema: siamo persone civile ed equilibrate, esiste grande stima che va al di là della situazione attuale. Con Pastorello non ho ancora parlato, lo sentirò domani. Oggi ho parlato con il direttore generale dottor Teti che mi ha comunicato la notizia”.Spiace che Dellacasa abbia dovuto pagare colpe anche non sue, ma il calcio, si sa, non guarda in faccia a nessuno e Pastorello, in questo delicato momento, doveva fare qualcosa per ridare vigore e credibilità al proprio progetto. Non sarebbe però corretto, in questo momento, gettare tutte le colpe addosso al tecnico piemontese: sotto accusa anche il mercato, sopravvalutato e lontano dalle esigenze della squadra e dei giocatori che non hanno saputo esprimere tutto il loro presunto potenziale.Adesso cosa succederà? Verosimilmente la società punterà su un tecnico italiano, conosciuto e stimato da Pastorello. Uno che, bravo fin che si vuole, non conosce però la nostra realtà e che giocoforza avrà bisogno di parecchio tempo per capire il campionato di Challenge League. Insomma, si riparte da zero. O forse da sotto zero. Peccato
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