
“Siamo partiti con un obiettivo preciso: chiudere la stagione tra i primi 5. Sono arrivato terzo quindi sono soddisfatto anche se… ”. Per il pilota di Caslano Raffaele Marciello è giunto il momento dei bilanci. Una stagione, quella della Formula 3 italiana, lunga e faticosa, che gli ha regalato molte gioie e qualche delusione. Tra le gioie sicuramente il trionfo a Misano (è stato il più giovane vincitore di categoria nella storia), tra le delusioni gara-1 di Imola quando si è toccato con un compagno di squadra perdendo punti preziosissimi. E poi c’è da approfondire quell’“anche se” ancora in sospeso…“Diciamo che sono andato forte e che sono stato abbastanza regolare, chiudendo ogni weekend sempre a podio tranne che in un’occasione. È però anche innegabile che a un certo punto della stagione mi sono detto che potevo anche vincere il campionato. Purtroppo un paio di errorini e un po’ di sfortuna in alcune gare non mi hanno permesso di fare meglio. Rimane comunque la consapevolezza e anche la fierezza di aver lottato per il vertice sempre e fino all’ultima gara di Monza”.In palio, in caso di primo posto assoluto o di primo rango tra i rookie c’era un test con la Ferrari. Terzo assoluto e secondo tra i “deb” significano anche un’occasione persa per provare la Rossa? “Be’, sì. È una delusione, anche perché fino al penultimo giro dell’ultima gara del campionato ero messo bene. L’americano Michael Lewis, il miglior debuttante, stava vincendo anche la classifica assoluta e io, da secondo rookie, avrei potuto provare la Ferrari. Ma a pochi metri dall’arrivo Lewis è uscito di pista, ha perso il campionato e io il test”. Appuntamento solo rinviato? “Vedremo”. Dopo una stagione come questa, in che cosa ti senti migliorato? “Sono cresciuto mentalmente grazie al continuo sostegno della Ferrari Driver Academy. Mi sento molto più sicuro e consapevole dei miei mezzi. Poi, è chiaro, somo migliorato anche tecnicamente. La F3 è difficile, impegnativa. Ora sono più preciso e consistente”. Cioè? “Riesco a inanellare parecchi giri con tempi simili. Sono costante, ed è una qualità fondamentale per un pilota”. A 16 anni c’è anche molto da lavorare.Dove pensi di dover insistere?“Devo migliorare nella capacità di gestire le mischie. In un campionato così teso le bagarre sono all’ordine del giorno. Ma ci vuole anche esperienza e quella viene solo con le gare. Ecco, qualche punto l’ho lasciato per strada anche per mancanza di esperienza. Ma è normale”. Ora ti toccherà vincere. La pressione sale? “Be’, il 2012 sarà un anno importante, in cui dovrò fare ancora qualcosa in più. Non è che “devo” vincere, io “voglio” vincere. Chiaramente l’anno dell’apprendistato è il primo, il secondo è un’altra cosa. Partirò con maggiore sicurezza nei miei mezzi, con più autostima, ma anche con qualche aspettativa in più: sarà una bella sfida. L’anno della verità? Chiamiamolo pure così”
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

