
La festività dell’Ascensione ha portato altre quattro medaglie agli orientisti svizzeri impegnati nei campionati europei, dapprima al Serpiano, nella tortuosa gara middle, nella quale ottenuto due medaglie nella gara maschile e una in quella femminile e poi nella splendida staffetta di Tesserete, nella quale gli svizzeri hanno dominato in lungo e in largo le quattro frazioni a sprint. Al Serpiano si sono imposti gli orientisti più tecnici, che hanno dovuto affrontare un terreno sconnesso, ripido, bagnato, e un bosco dalla scarsa visibilità. Un territorio che ha fatto registrare grandi errori, anche agli atleti che vanno per la maggiore. Con una grande prova, senza alcuna sbavatura, Matthias Kyburz si assicura un'altra medaglia d’oro dopo quella dello sprint, davanti al connazionale Florian Howald e al norvegese Olav Lundanes.
La corsa femminile middle è stata anche più intensa di quella maschile, con la giovanissima rossocrociata Simona Aebersold, che si portava sorprendentemente al comando, scalzata dal vertice della classifica dapprima dalla vedese Tove Alexandersson, poi anche dalla finlandese Marika Teini, fino a che Julia Gross tagliava il traguardo per essere festeggiata quale nuova campionessa europea, prima che il controllo del chip elettronico la togliesse di classifica. Dopo l’operazione, che fa spargere amare lacrime alla Gross, il podio consegna l’oro alla finlandese Marika Teini, l’argento alla svedese Tove Alexandersson, e il bronzo a Simona Aebersold.
Ambiente urbano e ripide salite hanno caratterizzato la staffetta sprint, che ha portato in casa rossocrociata un nuovo oro. Dopo la partenza nell’area dell’arena sportiva di Tesserete, gli atleti son dovuti salire fino al nucleo di Bigorio, lungo una serie di scalinate che hanno tagliato le gambe anche agli orientisti più scafati. La successiva discesa verso il nucleo di Tesserete e il circuito finale attorno al parco giochi della piscina hanno nuovamente inciso sulle energie degli atleti, con cambi di posizioni in classifica ancora nel corridoio d’arrivo. La staffetta svizzera ha rivoluzionato la formazione abituale, inserendo la ticinese Elena Roos in quarta tratta e Judith Wyder in quinta. La Wyder, caricata dalla medaglia d’argento nello sprint di Mendrisio, ha fatto il vuoto dietro di sé, perché nessuna delle avversarie è riuscita a seguirla nelle scalinate di ascesa al Bigorio. Un minuto tondo il suo vantaggio al primo cambio di tratta, con il secondo frazionista svizzero Florian Howald, inseguito dalla Svezia, con Emil Svensk che accorcia il distacco. Nella terza frazione Martin Hubmann, riporta il margine per la Svizzera fino a 46 secondi, un margine molto sostanzioso per una staffetta. Accompagnata dal boato degli spettatori l’ultima frazionista elvetica, la ticinese Elena Roos, incrementa ancora il divario sulle inseguitrici, accelerando nelle salite. Dietro la Svizzera, la lotta per le posizioni sul podio si è scatenata nella frazione conclusiva. Dopo la Svezia, che si assicura l’argento, sembrava potesse farcela per il bronzo la Gran Bretagna. L’ultima frazionista britannica non riusciva tuttavia a mantenere il ritmo, ed è agevolmente sorpassata da Norvegia, alla quale va la medaglia di bronzo, e anche da Cechia e Austria.
La Svizzera centra con l’oro il bersaglio di una medaglia in staffetta. Elena Roos è felicissima della sua medaglia d’oro, vinta con una prestazione senza il minimo errore. “Sapevo del vantaggio accumulato dai miei compagni di squadra, ma ero molto nervosa e ho controllato più volte la cartina. Al traguardo però ero stremata e non mi sono quasi potuta godere il corridoio d’arrivo da vincitrice. Mi sono accorta del rosso delle bandiere, ma non vedevo l’ora di tagliare il traguardo”.
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