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“Ora posso allenarmi più tranquilla”
“Ora posso allenarmi più tranquilla”
“Ora posso allenarmi più tranquilla”
Redazione
6 anni fa
Intervista a Jeannine Gmelin, campionessa mondiale 2017 in Florida in singolo e d’argento l’anno successivo

Il rinvio dei Giochi olimpici di Tokyo ha messo per così dire il cuore in pace atleti, allenatori e dirigenti, coscienti che il bene della salute ha il predominio sull’aspetto finanziario. “Ora è il tempo di salvare il capitale umano” è quanto si va dicendo nel mondo del canottaggio a livello nazionale ma non solo in questo periodo di “sospensione” forzata.

Anche la zurighese Jeannine Gmelin, 30 anni il prossimo 20 giugno, campionessa mondiale 2017 a Sarasota (Florida), campionessa europea nel 2018 a Glasgow, è ritornata sulla decisione di appendere i remi al classico chiodo, più che mai decisa a proseguire il cammino sino ai Giochi del 2021 per conquistare quell’alloro che gli manca nel suo già ricco palmares. L’atleta del RC Uster è reduce da una stagione difficile, costellata da non pochi problemi fisici che hanno condizionato il suo rendimento ma che non gli hanno impedito di conquistare ai mondiali di Linz il quinto rango assoluto che le è valsa la qualifica per Tokyo. La Gmelin da ormai due anni si è staccata dal resto della nazionale elvetica, formando un proprio team guidato da Robin Dowell, al quale la Federremo elvetica non aveva rinnovato il contratto. L’atleta zurighese ci ha concesso un’intervista che proponiamo per Ticinonews.

Jeannine cosa ci puoi dire della stagione passata?È stata molto difficile per i problemi fisici che mi sono capitati (appendicectomia e dolori alla schiena). Ero turbata e mentalmente mi sentivo esaurita. Non riuscivo a dormire e a mangiare, tanto che avevo pensato di cambiare sport, ho pensato al ciclismo su pista o, addirittura, di ritirami completamente”. Debbo ringraziare l’allenatore per avermi aiutato a superare questi brutti momenti. malgrado questi problemi sono riuscita a conquistare il 2° rango agli Europei di Lucerna e alla seconda coppa del mondo di Rotterdam e a staccare il pass per i Giochi olimpici di Tokyo. Quest’anno ho saputo superare brillantemente tutti i test sull’acqua e indoor promossi dalla Federazione nazionale con la quale intrattengo ancora ottimi rapporti.

Come stai vivendo questo difficile periodo causato dalla diffusione del corona virus?Penso di essere in una posizione privilegiata e, soprattutto di godere di un buona salute. È pur vero che la mia vita quotidiana è cambiata, seppur non di molto. Attualmente il mio obiettivo prioritario rimane quello di migliorare sia l’aspetto tecnico che quello della condizione fisica.

Come riesci a tenerti in forma?Gli allenamenti, in realtà, sono simili a quelli che faccio di solito. Dato che tutti i centri fitness sono chiusi e che attualmente non ho accesso a una palestra, non è possibile allenarsi con i pesi. Quindi devo improvvisare un po'.

Qual è stata la reazione alla decisione di rimandare i Giochi olimpici all’anno venturo?A mio parere, è stata l'unica decisione giusta, anche se sono consapevole del fatto che ha conseguenze di vasta portata in tutti i settori, sportivi in particolare. In un certo senso, è stato un sollievo per tutti noi. Tale decisione ha di fatto eliminato quella pressione di allenarsi in condizioni difficili.

È difficile trovare la giusta motivazione allenandosi in questa situazione?No, nel modo più assoluto anche perché l’allenamento è una componente essenziale della mia vita. La vera sfida è quella di saper affrontare questi momenti di incertezza con il piglio giusto.

I tuoi avversari si trovano, fortunatamente, nelle tue stesse condizioni. Hai ancora contatto con loro?Ho sempre buoni contatti con pressoché tutte le avversarie, in con la canadese Carling Zeeman che è un po’ simile a me nella concezione dello sport. Attraverso i social media mi rendo conto che tutte le avversarie sono nella mia stessa situazione.

Sei soddisfatta dei risultati ottenuti sinora sulla lunga distanza di Mulhouse, ai trials e su remoegometro?Sono riuscita a raggiungere gli obiettivi che mi ero prefissata nei test promossi dalla Federazione svizzera. Sono solo parzialmente soddisfatta dei tempi ottenuti, ma almeno ho potuto migliorare di prova in prova.

La stagione agonistica è ormai compromessa. Quasi tutte le regate sono state annullate. Quali gli obiettivi per il 2020?Al momento non posso definire alcun obiettivo in termini di risultati, perché la possibilità che ci sia un'altra competizione quest'anno è ridotta al lumicino.

Sei soddisfatta della scelta fatta di allenarti “in proprio”. Quali sono i contatti con la Federazione e con gli altri component dei quadri della nazionale elvetica?Considero corretta la decisione di staccarmi dal resto dei “quadri” della nazionale. Sono tuttavia in costante contatto con dirigenti, allenatori e vogatori che vedo regolarmente in occasione dei vari test, in particolare con le due atlete pesi leggeri (Frédérique Rol e Patricia Merz).

Da quanto mi risulta i Giochi olimpici di Tokyo dovrebbero rappresentare il tuo ultimo impegno a livello internazionale. Corrisponde al vero?Non posso dare una risposta definitiva, perché avrei voluto decidere nei prossimi mesi. Ora la nuova meta è fissata a Tokyo 2021. Dopo vedremo.

In caso affermativo, cosa farai “da grande”?Non lo so ancora, ma i miei interessi sono molto ampi. Pertanto ci sono sicuramente diverse opzioni.

Americo Bottani

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