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"Ora ognuno gioca per il proprio futuro"
"Ora ognuno gioca per il proprio futuro"
"Ora ognuno gioca per il proprio futuro"
Redazione
9 anni fa
Come stanno le cose a Wohlen? Ce lo racconta l'attaccante Janko Pacar, ex Chiasso

La situazione è chiara a tutti, il Wohlen ieri ha comunicato la propria decisione di non richiedere la licenza per la prossima stagione, autorelegandosi. Ennesima squadra a gettare la spugna, ennesimo campionato che, salvo per la lotta alla promozione, perde totalmente di interesse. Ma sentiamo come è stata presa la notizia all'interno della squadra direttamente dall'attaccante Janko Pacar, ex Chiasso.

"Ieri abbiamo cominciato la preparazione invernale e il presidente è venuto a parlarci. Non posso dire che me lo aspettassi, ma era un passo logico. È un vero peccato, ma già l'anno scorso il Club aveva avuto grosse difficoltà. Combattere per la sopravvivenza era diventato impossibile."

Cosa succederà per voi ora all'atto pratico?

"Continueremo ad allenarci e giocheremo le partite, come da calendario, fino al 21 maggio. A livello finanziario ci hanno assicurato che percepiremo lo stipendio fino a fine stagione. D'ora in avanti però, ognuno giocherà per il proprio futuro, e dovremo dare il massimo per assicurarcene uno."

Pensi che alcuni giocatori se ne vadano prematuramente?  

"È possibile che, chi ha delle opzioni già ora, lasci il Club anzitempo. Per me la situazione è diversa perché non ho giocato nemmeno una partita nel girone di andata per via di un infortunio al ginocchio, sono stato fermo 7 mesi, quindi prenderò questo periodo, che ci separa dalla fine del campionato, per recuperare."

Le Mont, Servette, Bienne, Bellinzona... La lista è lunghissima. Di che male soffre la Challenge League?

"Per ogni società c'è una storia, non tutte le conosco. Ma sono a Wohlen da un anno e mezzo e ho ricevuto lo stipendio puntualmente tutti i mesi. Forse le pretese della Lega sono troppo alte, pensiamo per esempio alle luci. Capisco che il regolamento valga per tutti ma per le piccole società diventerà sempre più difficile sopravviviere. Penso anche ad Aarau, dove sorgeranno delle difficoltà se non ci sarà un nuovo stadio."

Il campionato ora avrà un sapore completamente diverso...

"Sportivamente parlando è un peccato. Squadre come Wil e Winterthur probabilmente tireranno un sospiro di sollievo per la scampata retrocessione. Per noi però, averlo saputo ora è un bene, possiamo prepararci. Sarebbe stato peggio se ce lo avessero detto ad aprile. Comunque, chi gioca in Challenge League è abituato, di solito si hanno contratti di uno o due anni, quindi sai già che ti devi guardare in giro e la vita non è facile, anche se abbiamo un lavoro bellissimo, bisogna darsi da fare."

Sere

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