
Sarà una 76. edizione particolarmente... poliedrica, a cominciare dall'aperitivo di lunedì 14 marzo, quando sbarcherà a Bellinzona un esperto di coppe come il presidente del Sion Christian Constantin. La sua conferenza all'auditorium di BancaStato lancerà infatti il Torneo Pasquale, che ravviverà la città all'ombra dei Castelli dal 24 al 28 marzo prossimi. Il cast della competizione internazionale U18 sarà infatti ricco e variegato.
Il presidente del comitato organizzatore Marino Cortinovis spiega che "ora è davvero tutto pronto. L'ultima squadra che compone il puzzle è la squadra russa del Krasnodar. Il Porto? In effetti la compagine lusitana era in lizza, ma ha temporeggiato troppo".
Come avete concretizzato il "colpaccio" Constantin?
"Beh, non nascondiamo i nostri contatti preferenziali con Marco Degennaro, ex dirigente granata ora al club vallesano. Il presidente del Sion è un personaggio particolare, interessante: volevamo fortemente organizzare un evento fuori dagli schemi!".
Dalla serata pubblica (gratuita) con Constantin al Torneo: il "rooster" delle magnifiche 8 è un puzzle composto da tasselli molto diversi tra loro. Come li avete assemblati?
"Sui russi del Krasnodar mi sono già espresso. Per quanto concerne il Team Ticino è ormai invitato d'ufficio, così come la squadra detentrice della coppa, in questo caso i sorprendenti danesi del Midtjylland. Per ciò che riguarda il resto del cast, ci tenevamo ad avere una seconda squadra svizzera: in passato ci eravamo abituati al Basilea, ma è ormai due anni che i renani non disputano il torneo. Per via dell'amicizia con Degennaro, abbiamo quindi puntato sul Sion. Lo Slavia Praga ha chiesto di tornare, dopo che nell'ultima edizione - con una rosa molto giovane - aveva avuto delle difficoltà: la sua voglia di riscatto è tanta, insomma. Ci sarà poi il Torino, col quale condividiamo i colori sociali (ride) e che vanta una validissima tradizione giovanile. Non mancherà neanche il tocco... esotico, visto che avremo a Bellinzona i senegalesi del Darou Salam, compagine di Dakar. Il Torneo, infatti, vuole veicolare anche uno spot per la multiculturalità. Chiude il cerchio il Palmeiras: vent'anni fa avere qui una squadra brasiliana sarebbe stato un autentico "colpaccio", ora invece pare quasi un fatto scontato, ma non è così".
Soddisfatto del cast?
"Assolutamente e chissà che non ci scappi un'altro successo sorprendente: nel 2015 non sapevamo neanche pronunciare il nome del Midtjylland, che ha poi vinto con merito e col suo calcio divertente".
Le vostre aspettative in termini di affluenza sono alte, giusto?
"Confermo: speriamo nel pubblico delle grandi occasioni!".
CaSco
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