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Sport
Olimpiadi: è tempo di curling
Redazione
17 anni fa
Ogni quattro anni torna alla ribalta il curling, che appassiona tutti. Jacques Ducry: "Sono appassionato emotivamente"

Un giocatore lancia un “sasso”, altri due scopano la pista e un terzo dà le direttive di gioco. Lo scopo è lanciare i “sassi” nella “casa”, togliendo quelli della squadra avversaria. Vince chi ha più “sassi” in “casa”. Questo – ai minimi termini – è il curling, una delle discipline olimpiche di Vancouver. Diciamolo, chi in questi giorni non è rimasto attaccato al televisore a vedere chi fa scivolare il “sasso” su una pista ghiacciata e chi con una scopa ne pulisce la traiettoria? Sembra semplice – ci diciamo noi da casa - eppure non è così… “Ci vuole molta precisione e non è semplice come si vede alla tv”, ci dice Pierfranco Chiesa, presidente del Curling club di Chiasso. Questi i dati più significativi legati al curling ticinese: quattro i club presenti, il più vecchio è quello di Ascona che compie 50 anni, poi viene quello di Chiasso, Lugano e infine di Ronco s/Ascona (composto da turisti svizzero tedeschi). Con 300 franchi – 200 franchi di scarpe e 100 per la “scopa” - si può cominciare a giocare. “A Chiasso siamo una sessantina di persone. Ogni martedì sera ci troviamo in 25-30 alla pista del ghiaccio”, ci dice ancora Chiesa. Che aggiunge: “È uno sport che sta prendendo piede. Arriva gente anche dall’Italia”. Come sta andando la Svizzera a Vancouver? “Sta giocando abbastanza bene - termina il presidente del Curling club di Chiasso -. Giocatori e giocatrici sanno fare bellissime giocate e giocate più discrete… Ora l’importante è arrivare nei primi quattro posti, anche se non sarà così semplice”. Dal curling alla politica il passo, anzi la scivolata, è breve. Ne abbiamo parlato con un appassionato del curling, il deputato Jacques Ducry. “Sono giocatore un giorno all’anno, ma sono appassionato emotivamente”, precisa subito Ducry, che spiega: “Mio padre infatti è stato tra i cofondatori del Curling club di Chiasso e da quando è mancato esiste un torneo. Che quest’anno ha raggiunto la settima edizione”. “Sono il più scarso del Club – ci dice ancora il deputato -. I capisquadra si rinviano la “pepatencia”… che sono io. Alla fine qualcuno mi becca per forza”. Bisogna però precisare che durante il "Torneo Charles Ducry" che si è svolto a fine gennaio, la squadra del deputato liberale radicale è arrivata al terzo posto. “Sono un uomo da scopa, più che da lancio – osserva ancora Ducry -. Tutte le mie energie vanno nella scopa”. “Il curling – ci spiega ancora - è un gioco di squadra che può esser svolto in modo emotivamente intelligente. E questo perché è uno sport che si avvicina parecchio al gioco degli scacchi. Come negli scacchi infatti a livello strategico si devono “mangiare” le pietre altrui. E un bravo caposquadra deve ipotizzare parecchie mosse dell’avversario”. “Se questa sera la Svizzera batte la Svezia dovrebbe riuscire a piazzarsi in semifinale”, termina Ducry. [email protected] 

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