
Sfumato al fotofinish l’acquisizione del FC Lugano, l’imprenditore russo Leonid Novoselskiy resterà in società con una quota di minoranza del 40%. Il club resterà dunque saldamente nelle mani di Angelo Renzetti, la cui permanenza ha de facto confermato anche mister Fabio Celestini.
Il mancato acquisto del club non sembra turbare particolarmente il presidente del settore giovanile bianconero, che però ammette di aver tratto diversi insegnamenti da quanto accaduto negli ultimi mesi, che gli sono serviti per capire meglio l’ambiente e cosa può interessare a chi vuole investire nel calcio svizzero, e soprattutto “la necessità di una maggior vicinanza tra prima squadra e settore giovanile”. In questi sei mesi Novoselskiy ha perso un po’ la sua allegria. Magari, anche sbagliando, non ha mai voluto esprimersi creando frizioni "che si sarebbero potute evitare", ma tutto sommato è contento di non doverci più pensare perché può dedicarsi a ciò che più gli sta a cuore ovvero il settore giovanile, ambito dove sa di poter far bene…
Ora Novoselskiy, per sua stessa ammissione, tornerà a concentrarsi a pieno regime proprio sulla formazione, dove le situazioni delicate da risolvere restano comunque parecchie. Rimane infatti aperta la questione legata al Team Ticino, con all’orizzonte l’assemblea del 16 luglio che dovrebbe permettere di fare maggiore chiarezza sul futuro. Insomma, o si andrà avanti insieme oppure ognuno per la propria strada. “La situazione è un po’ strana ma non voglio polemizzare”, ha spiegato ai microfoni di TeleTicino.
Ma nelle ultime settimane a far discutere è stata la tematica concernente la presenza all’interno del vivaio bianconero di elementi provenienti dall’Italia. A tal proposito il russo assicura che il numero di ragazzi ticinesi all’interno dell’organizzazione è in aumento e che i “frontalieri”, se così vogliamo chiamarli, non vanno a sostituire giocatori del posto, ma bensì rappresentano un’opportunità. "Purtroppo una selezione a questi livelli c'è, ma ogni ragazzo ci sta a cuore e cerchiamo una soluzione con altre realtà con cui collaboriamo".
Non è un mistero che in caso di closing la panchina di Celestini sarebbe stata a rischio. Con Renzetti ancora alla testa del club, il mister non verrà cambiato e bisognerà in ogni caso andare avanti insieme: “Con Celestini ci siamo chiariti e andiamo avanti come un club con grande volontà di conseguire un successo comune”, ha spiegato.
Sempre restando in tema di closing, sfumato per il mancato arrivo dei fondi dagli Emirati Arabi Uniti, Novoselskiy ha spiegato perché non ha completato la trattativa in prima persona: “Io non sono un magnate, come in molti mi dipingono, ma un imprenditore - ha poi puntualizzato -. Investo nel club una parte importante del mio patrimonio perché è la mia passione e cercavo persone che la condividessero”.
“Ho avuto la fortuna di trovare queste persone, questi ‘visionari del calcio’ con cui andare avanti nei prossimi anni. Tuttavia non siamo riusciti a completare questo deal, quindi non posso che fare gli auguri a Renzetti e a Celestini”.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

