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Canottaggio
Nove equipaggi rossocrociati in semifinale
Il doppio “leggero” di Frédérique Rol e Patricia Merz in piena azione nel ricupero di ieri.
Il doppio “leggero” di Frédérique Rol e Patricia Merz in piena azione nel ricupero di ieri.
Americo Bottani
3 anni fa
Alla quarta giornata dei mondiali di Belgrado 9 equipaggi elvetici su 10 si sono qualificati.

Dei dieci equipaggi rossocrociati in gara, ben nove hanno raggiunto lo stadio delle semifinali. Già nella giornata d’esordio l’obiettivo è stato raggiunto da Eline Rol nel singolo pesi leggeri. Ieri è stata la volta del doppio femminile “leggero” di Frédérique Rol e Patricia Merz), del 4 senza e 4 di coppia maschile e del  quattro di coppia femminile, oggi è stata la volta del singolo femminile élite con Aurelia-Maxima Janzen, di Andri Struzina nel singolo maschile pesi leggeri, del due senza maschile  di Andrin Gulich e Roman Röösli e doppio “leggero” maschile  di Raphaël Ahumada e Jan Schäuble. Un bilancio, seppure intermedio, decisamente incoraggiante e che fa ben sperare per il prosieguo del mondiale.

Nel singolo femminile élite l’olandese Karolien Florijn, campionessa mondiale uscente, ha dimostrato anche oggi di avere di numeri per bissare il successo ottenuto lo scorso anno. Ha dominato il suo quarto di finale con una grande sicurezza.  La lotta per il secondo e terzo posto si è risolta a favore dell’austriaca Magdalena Lobnig che ha prevalso per 1”44 sulla nostra Aurelia-Maxima Janzen. Terzo posto che, comunque, le consente di staccare il pass per le semifinali.

Nessun problema per Andri Struzina al via nella seconda delle 4 serie in programma. L’atleta in forza al SC Zugo ha fatto praticamente corsa a sé lungo l’intero percorso. Al secondo posto, staccato di oltre 4” troviamo l’austriaco Lukas Reim e al terzo il sudafricano Murray Bales-Smith che, proprio sul finale ha superato il messicano Ricardo Daniel DeLa Rosa Varregas.

Nel doppio “leggero”, Raphaël Ahumada e Jan Schäuble, già vincitori quest’anno della Coppa del mondo di specialità, non hanno lasciato scampo agli avversari. Già saldamente al comando al primo rilevamento cronometrico, la mista Morges/Stansstad hanno poi proseguito il cammino senza troppo forzare, limitandosi a controllare le mosse degli avversari. Alle spalle dei rossocrociati troviamo, nell’ordine, Polonia e Messico, staccati di 6”, rispettivamente 8”.

Nel 2 senza maschile, l’armo rossocrociato di Andrin Gulich e Roman Röösli hanno saputo interpretare nel migliore dei modi la gara. Secondi, al passaggio dei 500 metri alle spalle dell’Italia, hanno poi saputo incentivare la cadenza, ciò  che ha consentito loro di transitare al comando già a metà percorso e di concludere la prova in un ottimo 7’06”12. Secondo posto per l’Irlanda che, proprio negli ultimi 500 metri hanno superato la formazione azzurra di Davide Comini e Giovanni Codato.

Nessuna sorpresa nel ricupero del doppio femminile élite. Sofia Meakin e Salome Ulrich, in ritardo già al primo rilevamento cronometrico, mai sono entrate nel vivo della gara portata a termine al 4° rango precedute da Australia e Norvegia e Polonia. Le prime due classificate accedono alle semifinali. L’armo elvetico dovrà accontentarsi di un posto nelle finali Co D.

Ieri due gli equipaggi impegnati nel ricupero. Entrambi hanno superato alla grande il non sempre facile ostacolo ed approdano quindi alle semifinali.

La gara del doppio “leggero” femminile è vissuta in pratica sul duello fra la formazione rossocrociata di Frédérique Rol e Patricia Merz e quella greca di Dimitra Eleni Kontou e Zoi Fitsiou. Al primo rilevamento cronometrico le elleniche transitano al comando con 2”34 sulle rossocrociate, seguite a 3”20 dall’armo austriaco. Ai 1000 metri il distacco aumenta leggermente a 2”56 per poi scendere a 1”94 sul traguardo. Fuori dai giochi la pur quotata formazione austriaca, staccata di 4”88.

Molto combattuto per contro il ripescaggio del 4 senza maschile. Al passaggio dei 500 metri, Polonia Italia e Svizzera transitano praticamente appaiate. Ai 1000 la formazione rossocrociata prende decisamente il comando delle operazioni, segue l’Italia staccata di 62 centesimi e dalla Polonia a 1”49. Più staccata la Cina. Ai 1500, al comando resta sempre l’armo di Maurin Lange e compagni, seguito dalla Polonia che nel frattempo aveva superato l’Italia. Il finale è al cardiopalma con l’Italia che serra con tutte le energie  e va a vincere il ricupero davanti alla Svizzera per soli 23 centesimi e al Sudafrica, terzo a 1”06 mentre la Polonia è beffata per soli 2 centesimi dai sudafricani. Una gara stupenda fatta di cuore e tecnica quella offerta da Maurin Lange, Nils Schneider, Jonah Plock e Dominic Condrau.

 

 

 

 

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