“Non viene riconosciuto il valore dello sport”
Limite di 50 persone anche per le partite di calcio e di hockey, ma di fatto saranno a porte chiuse. Questa è la decisione del Consiglio federale che però mette le società in una posizione davvero scomoda. “Possiamo aspettarci tagli di posti di lavoro”
di MMINO
“Non viene riconosciuto il valore dello sport”

Lo sport professionistico continua. Ma praticamente a porte chiuse. È quanto ha deciso oggi il Consiglio federale per cercare di gestire, il più possibile, la diffusione del virus Covid-19.

Il Governo infatti ha deciso di limitare gli spettatori a un massimo di 50, che non è stata presa in maniera positiva dai diretti interessati. La Lega Nazionale e la Lega Svizzera di Hockey esprimono un sentimento di incomprensione: “Il divieto di grandi eventi con il limite a 50 è una battuta d’arresto per l’hockey su ghiaccio svizzero. Negli ultimi mesi le società e la Lega hanno fatto tutto quanto in loro potere per garantire la tutela degli spettatori e delle squadre. Durante le quasi quattro settimane di campionato finora non è stato registrato alcun caso confermato di contaminazione di uno spettatore”.

La paura, ora, è quella di vedere dei tagli del personale: “Allo stato attuale, possiamo aspettarci tagli di posti di lavoro su larga scala e significativi impatti negativi in termini di promozione della prossima generazione”.

Allo stesso modo ha reagito anche l’Hockey Club Lugano che “prende atto con enorme rincrescimento e delusione la decisione odierna del Consiglio federale”. “Sono convinta che, anche durante la pandemia, lo sport debba continuare ad essere praticato davanti ad un certo numero di spettatori, chiaramente con le dovute attenzioni. L’importanza economica e sociale dello sport va oltre il campionato dei professionisti perché riguarda i ragazzi dei settori giovanili, i tifosi, i quasi cento collaboratori a tempo pieno del club, gli sponsor, i partner e l’intera popolazione. C’è un’evidente contraddizione con quanto si vede giornalmente ad esempio in un centro commerciale. Ancora una volta le autorità politiche svizzere non hanno quindi riconosciuto il valore dello sport che nel suo insieme crea in Svizzera circa 100’000 posti di lavoro a tempo pieno. Siamo consapevoli dell’emergenza sanitaria ma la giornata odierna segna una sconfitta non solo per lo sport ma per l’intera società. Senza un vero aiuto finanziario a fondo perso da parte della Confederazione, la decisione di oggi del Consiglio Federale mette seriamente a repentaglio la sopravvivenza dell’Hockey Club Lugano e di tutto quanto rappresenta”, ha spiegato Vicky Mantegazza, Presidente del Consiglio d’Amministrazione.

Allo stesso modo Marco Werder commenta: “Nella scorsa estate, sulla base delle decisioni del Consiglio Federale sull’organizzazione dei grandi eventi, abbiamo studiato e messo in pratica un piano di protezione per accogliere i tifosi alla Corner Arena in piena sicurezza che, alla prova dei fatti, è stato più volte lodato dalle autorità politiche e sanitarie. Tanto è vero che non è stato accertato nessun caso di contagio all’interno di una pista di hockey. Abbiamo pianificato finanziariamente il campionato 2020/21, basandoci su una capienza ridotta di 2/3 dei posti seduti in pista e accettato la prospettiva di un deficit a fine stagione di diversi milioni di franchi pur di garantire il futuro del club. Abbiamo compiuto e stiamo compiendo importanti sforzi per ridurre i costi, in modo particolare attraverso trattative concrete con i giocatori, lo staff e tutti i dipendenti per una diminuzione della massa salariale. Le misure odierne del Consiglio Federale riducono in modo importante l’effetto di questo enorme lavoro”.

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