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"Non tutti i migranti sono fortunati come lo sono stato io"
"Non tutti i migranti sono fortunati come lo sono stato io"
"Non tutti i migranti sono fortunati come lo sono stato io"
Redazione
10 anni fa
L'ex bianconero Badile Lubamba parla del suo impegno in Congo. Il prossimo progetto: un campo sintetico per i bambini

Vi ricordate di Badile Lubamba? Approdato a Cornaredo nel luglio del 1999 (proveniente dal Lucerna), l’esterno difensivo di origini congolesi entrò da subito nel cuore dei tifosi bianconeri per il suo impegno e il suo spirito battagliero. Fu anche il primo africano a vestire la maglia della Nazionale rossocrociata.

In campo era uno che non mollava mai. Come avrebbe potuto, lui che a 5 anni lasciò il Congo (governato dal famigerato dittatore Mobutu) con la famiglia per cercar fortuna in Europa?

In un’intervista al Blick, Lumamba ripercorre il suo passato: “A 25 anni tornai in Congo, era l’orrore. Tutta quella povertà e i problemi delle popolazione mi hanno scioccato”. In quel momento realizzò quanto era stato fortunato a crescere in Svizzera. “Ma in molti non hanno avuto la mia stessa fortuna”.

Nel 2003 ha fondato un’associazione si occupa di progetti legati all’educazione, alla salute e all’agricoltura a Kinshasa. “Vorrei aiutare, in Congo manca tutto, dall'educazione alla sanità”.

Il suo prossimo progetto è immancabilmente legato al calcio: un campo sintetico per i bambini della capitale. Lubamba ha già l’accordo con la ditta svizzera che produce i manti sintetici per un progetto da mezzo milione di franchi, ma mancano i fondi per il trasporto in Congo. “Ci vogliono circa 50'000 franchi per poterlo spedire via nave”, spiega Lubamba, che spera di poter raccogliere la somma grazie a delle donazioni.

E chissà che la sua popolarità conquistata lottando su ogni pallone non possa aiutarlo. Lubamba ha le idee chiare: “Voglio aiutare chi ha bisogno direttamente in Congo, così da invogliarli a restare per dare nuova linfa al Paese. Così forse la smetteranno di sognare l’Europa: non tutti hanno la stessa fortuna che ho avuto io”, conclude.

(Foto: Blick.ch)

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