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"Non trattate più i nostri giocatori come buchi del c...."
"Non trattate più i nostri giocatori come buchi del c...."
"Non trattate più i nostri giocatori come buchi del c...."
Redazione
9 anni fa
Le dure parole del presidente del Neuchâtel Xamax nei confronti dei propri tifosi dopo l'eliminazione in Coppa

Fare il presidente non è semplice, ci vuole impegno, passione, tante energie e tempo da dedicare alla società. Quando poi i risultati sul campo non arrivano questo compito diventa ancora più difficile. Forse per questo possiamo capire la grande frustrazione di Christian Binggeli, presidente del FC Neuchâtel Xamax che, a margine della sconfitta in Coppa Svizzera contro l'Echallens, squadra che milita in Prima Lega Classic, ha postato sulla pagina Facebook del Club una lettera dai toni esasperati rivolta ai propri tifosi. Di seguito la traduzione del testo.

LA PAROLA DEL PRESIDENTE: NE HO PIENE LE SCATOLE !« Specie di cog... »« Persino noi non saremmo così impediti»« Non c'è che una parola per questi cre...:vergogna !»« Andate a cag... banda di incapaci »« Perché dovrei ancora andare a vedere queste teste di c... ? »

Lo sappiamo, i tifosi usano un linguaggio colorito. Lo sappiamo, i tifosi sono impulsivi. Lo sappiamo, i tifosi sono emotivi. Ma francamente... chi merita tali insulti? 

I social network sono geniali. Permettono di mettere le persone in contatto tra loro, su un tema comune, un po' come al bar del paese. Ma chi oserebbe gridare al bar del paese simili insanità? Chi di voi avrebbe le p... d'insultare un Corbaz, un Nuzzolo o un Djuric seduti ad un tavolo? Chi di voi si permetterebbe di prendere in ostaggio i clienti del bar costringendoli ad ascoltare le vostre fesserie? Ve lo dico io: nessuno! 

Non faremo un corso di etimologia, ma la parola "supporter" deriva dal latino "supportare", che significa "sostenere, incoraggiare". Inutile dire che se leggiamo i nostri social network siamo ben lontani da tutto questo. Siamo noi a dover "sopportare" l'intensità di questi scritti astiosi, redatti per la maggior parte da tifosi seduti sul divano che nemmeno vengono allo stadio. Il grado di intolleranza è tale che siamo stati costretti ad eliminarne alcuni, troppo sconvenienti.

Allora, voi che vi permettete tutto in rete, pensate davvero che questo motivi i nostri giocatori? Come possono entrare sereni in campo e giocare rilassati dopo aver subìto un tale affronto virtuale? Anche se suggerissimo alla squadra di non più leggervi, sarebbe difficile ignorare la vostra volgarità. Purtroppo siamo ben aldilà di ciò, e fa male.  Oggi è un presidente ferito che vi scrive. Ferito e arrabbiato.  Una squadra vince e perde. Come succede nel calcio. 

Certo, vogliamo vincere. Certo, vogliamo farlo ogni partita. Ma i nostri giocatori sono esseri umani con alti e bassi, con periodi difficili e prestazioni altalenanti. I nostri giocatori sono come tutti gli altri. Esercitano una professione che hanno scelto e fanno di tutto per eccellere nel loro settore. Ma ogni tanto è più complicato di così. Ma voi che li insultate, cosa direste se venissi a giudicare il vostro lavoro con l'intento di ferirvi e umiliarvi? Cosa direste se giudicassi le vostre competenze trattandovi come "figli di p..." o dei "buchi di c..."? 

Non si tratta più nemmeno di insulti, ma di educazione.  Potete essere arrabbiati, tristi, potete sentirvi soli ad affrontare una sconfitta, potete trovare ingiusto un errore di gioco o una tattica che vi sembra imperfetta.  Ma smettetela di trattare la nostra squadra in questo modo. Nessuno merita tutto ciò.  

Si, abbiamo perso a Echallens ed è deplorevole. Ma d'ora in avanti rialziamo la testa tutti insieme.  I nostri veri tifosi lo sanno fare e noi li ringraziamo profondamente. 

Christian Binggeli

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