
Lunedì ha ricominciato a sgambettare e fin qui niente di strano, dal momento che di mestiere è calciatore.
Lo ha fatto però al Riva IV di Chiasso e non a Cornaredo, nonostante radiomercato lo voglia vicinissimo al Lugano, magari da subito.
Ma qual è davvero il futuro - immediato e non - di Igor Djuric?
Ormai da tempo inseguito dai bianconeri, come concilia le voci di mercato con gli allenamenti in rossoblù? Può comunque isolarsi da tutto questo e pensare solo al campo? Il difensore di Zambrotta risponde così:
"Non ho problemi a concentrarmi solo sul Chiasso, in questo momento. Sono un professionista e in quanto tale il mio unico obbiettivo è quindi quello di dare il massimo per la squadra in cui milito attualmente. Vado in campo per fare bene, lavorare e impegnarmi per il Chiasso".
Ma - nonostante la serietà del professionista - quanto si sente lontano dalla città di confine e vicino invece al Lugano?
"Mi ripeto: per adesso sono a Chiasso e, di conseguenza, mi sento completamente rossoblù".
A Cornaredo però c'è Bordoli, non le piacerebbe ritrovarlo?
"Livio è un allenatore che mi conosce molto bene: mi ha infatti avuto sia nel Team Ticino che nel mio primo anno a Chiasso. Lo stimo, ma ora il mio mister è Zambrotta".
A proposito della sua attuale squadra, allora: è già stata protagonista di alcuni movimenti di mercato, come li giudica?
"In effetti la società ha ceduto Baldovaliev e sta provando Machado, Gentile e Dünki. Non posso però esprimermi su di loro, in quanto sono giunti davvero da pochissimo, nell'ultimo caso solo ieri. Eppoi, in questi primi giorni, non hanno potuto dimostrare le loro qualità, perché non si è ci si è concentrati sul lavoro con la palla. Si vedrà di più soprattutto nell'amichevole di sabato, quando saremo impegnati in trasferta contro la Primavera del Varese (14.30 a Gallarate)".
Ma le sembra che abbiano comunque dei numeri? Che possano insomma tornare utili al Chiasso?
"Ribadisco che per farsi davvero un'idea e capire come si muovono, occorre vederli in partita. Per il resto, si sa che cerchiamo un paio di elementi offensivi e un difensore. Ci farebbero proprio comodo".
Ci vuole un difensore per tutelarsi in caso di una sua cessione?
"No, lo cercavamo già. In questo senso siamo in pochi e infatti, in più occasioni nel corso del girone di andata di Challenge League, il Mister ha dovuto adattare qualcuno".
Ancora per quanto concerne la difesa, in questo periodo lei sta magari cercando di carpire qualche "segreto" al suo direttore sportivo Fabio Galante, che ha giostrato come difensore ad altissimi livelli?
"Non ho ancora potuto rubargli i trucchi del mestiere (ride), però si sa che non si smette mai di imparare, specialmente se si ha a che fare con gente come lui...
Ultima domanda con un po' di pepe: dai dirigenti sbarcati a Chiasso in dicembre, era giunta prima di Natale (nel corso di Fuorigioco) qualche critica circa il vostro impegno. A voi giocatori questi giudizi negativi hanno dato fastidio, o siete d'accordo e riconoscete invece che qualche volta avreste potuto e dovuto dare di più?"Mah, sappiamo che le critiche aiutano a crescere. E siamo pure consci che abbiamo avuto tanti alti e bassi, che ci hanno fatto perdere per strada almeno 5-6 punti che erano già nostri. Non dovremo più ripetere questi errori. In ogni caso, nel girone di andata giocatori e staff ci hanno sempre messo il massimo impegno".
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