
Il caso delle 15 calciatrici del Lugano, costrette ad abbandonare la squadra perché prive di un permesso di lavoro, interessa anche l'associazione svizzera di football (ASF) che, riferisce la RSI, è intenzionata a vederci chiaro. Si tratta infatti di capire, in base alle indicazioni fornite dalla Segreteria di Stato della migrazione (SEM), se è necessario cambiare le attuali direttive affinché casi del genere non si ripetano.
Per avere maggiori spiegazioni sul caso, la SEM prenderà posizione domani, riferisce la Rsi. Dal canto suo la responsabile della Sezione della Popolazione ticinese Silvia Gada ha precisato all'emittente di Comano che l'indagine non è partita quattro anni fa, quando sono arrivate le prime giocatrici. "Ci è arrivata una richiesta, abbiamo approfondito e da questa partenza ci siamo resi conto che c'era un problema".
"Abbiamo segnalato alla squadra le regole vigenti" prosegue Gada. "Abbiamo fatto delle verifiche con la SEM per chiarire se non ci fosse una differenza tra attività di Lega A maschile e quella femminile. E ci è stato confermato che non c'è differenza di genere, quindi è considerata attività professionistica, dunque lucrativa".
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