Cerca e trova immobili
Sport
'Non mi hanno utilizzato al meglio'
Redazione
13 anni fa
Parla Dan Fritsche dopo l'addio al Lugano. E sullo stipendio troppo alto per un giocatore da terza linea...

“Sono venuto a Lugano firmando per tre anni e mi aspettavo di rimanerci e di farmi una vita li. Non ha funzionato ma l’hockey va anche così. Sono felice di essere a Zurigo, non ho rimpianti e ringrazio anche il club bianconero per avermi dato l’opportunità di trovare un’ottima sistemazione.”

Così, quasi laconico, Dan Fritsche poche ore dopo il suo trasferimento da Lugano a Zurigo.

Un trasferimento che però non smette di fare discutere. In fondo Dan Fritsche sul mercato svizzero era ed è un top player. Lasciarlo andare, se non addirittura liquidarlo, così non poteva che fare scalpore.

La spiegazione per questa separazione che l’ormai ex numero 89 bianconero si dà è piuttosto semplice. “Penso che si stava andando in direzioni diverse. Lo staff tecnico vuole andare in una nuova direzione e non hanno trovato il ruolo più adatto per me.”

Spiegazione forse troppo semplicistica e che dice tutto ma anche niente. Allora entriamo più nel dettaglio. Gli spifferi dalla Resega raccontano di un Fritsche che pretendeva un ruolo nelle prime due linee offensive. Qui la risposta del 28enne è più piccata. “Non ho mai chiesto niente a nessuno, non sono il tipo di giocatore che va nell’ufficio dell’allenatore per chiedere di giocare in prima linea. Non sono questo tipo uomo. Ad ogni modo nei miei tre anni in Svizzera sono sempre stato tra i top-6 degli attaccanti, giocando le situazioni importanti come il box e il power play con molti minuti di ghiaccio. A Lugano non era più il caso".

La domanda successiva sorge spontanea. Fritsche non si è sentito valorizzato e utilizzato secondo le sue caratteristiche?

“Certamente, lo penso. Per giocare il mio miglior hockey devo essere sul ghiaccio nelle situazioni importanti. E non lo ero. Alla fine è difficile dire cosa non è funzionato ma è andata così.”

Il suo ruolo in terza o quarta linea non era compatibile con il suo stipendio, uno stipendio pesante. Tesi legittima che l’americano di Parma rispedisce però al mittente.

“Quando hanno firmato il mio contratto sapevano la cifra, ma questa è la parte dell’hockey che è business. Come giocatore non ci penso. Comunque se volevano farmi giocare in terza linea e pagarmi quello che mi pagavano è una loro scelta, è un loro errore.”

Sullo scambio Fritsche - Maurer torneremo anche durante Fuorigioco News e a Fuorigioco.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata