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"Non conta chi ci sarà, conta che i Rockets continuino"
"Non conta chi ci sarà, conta che i Rockets continuino"
"Non conta chi ci sarà, conta che i Rockets continuino"
Redazione
6 anni fa
Il presidente dei TIcino Rockets in una lunga intervista racconta i retroscena della spaccatura nella società

Ieri mattina ci siamo svegliati con il lungo comunicato del HC Biasca nel quale a conti fatti c’è stato un attacco diretto all’Ambrì Piotta e al presidente dei Rockets Davide Mottis che ieri sera è intervenuto a Fuorigioco at home per commentare l’accaduto.

“Sono dispiaciuto della situazione, poi delle dinamiche che hanno portato l’associazione Biasca ad accusare l’Ambrì. Preferisco soprassedere e lasciare che risponda Filippo Lombardi. Per quanto mi riguarda io so quello che ho fatto. Non è il momento di sparare sul pianista e tantomeno di mettere le medaglie a qualcuno. Io so le risorse, l’impegno e l’energia che ho messo in questo progetto, come tutti i miei colleghi nel consiglio d’amministrazione. Questo progetto è nato sì 5 anni fa sull’iniziativa dell’associazione Biasca cui vanno dati i giusti meriti per questa iniziativa, che però è nata anche grazie allo sforzo dei club di National League, in primis Ambrì che sosteneva l’associazione Biasca già prima. Mi ci metto un pochettino anch’io per aver partecipato fin dall’inizio alla costruzione dei Rockets. Poi se si commettono errori, si fanno tanto cose solo ed esclusivamente in buona fede e se ritengono che da parte mia ci siano state mancanze rispetto la loro opinione. Io so perché l’ho fatto ma so quanto ho messo in questo progetto, e mi fermo qui.”

Quindi i Rockets andranno avanti?“I segnali che ho ottenuto in queste settimane, in particolare dagli azionisti che continuano a sostenere in modo incondizionato i Rockets, dal Municipio di Biasca con il quale ho personalmente parlato, agli sponsor, tutti vogliamo continuare con questa piattaforma di formazione. I giovani talenti ticinesi, e non solo, devono contare. Siamo nati per far del bene al movimento giovanile ticinesi, non importa chi sarà azionisti, nel CdA o addirittura il presidente, l’importante è che ci siano i Ticino Rockets. Che ragazzi ticinesi, grigionesi visto che anche loro fanno parte degli azionisti, continuino ad avere come obiettivo di crescere e avere questa opportunità, uno step verso la National League. Chris McSorley settimana scorsa nel citare l’importanza del Sierre per il Ginevra Servette, ha citato i Ticino Rockets come esempio. Questa è la dimostrazione che il lavoro è stato fatto bene. Siamo una società giovane, che tra mille difficoltà e al di là delle critiche è una società che se escludiamo il primo anno, per investimenti strutturali importanti, è sempre uscita in pareggio o con piccoli utili. Permettetemi di dire che sarebbe un delitto lasciare cadere questa realtà.”

Nel comunicato si è parlato di risultati sportivi, ma l’unico risultato non doveva essere la crescita dei giovani? Obiettivo che sulla carta è stato forse anche superato per numero di ragazzi che hanno poi esordito in National League.“L’ultima stagione è stata deficitaria, ma possiamo analizzarla. Una stagione che ha falcidiato d’infortuni Ambrì e Davos dando instabilità anche a noi, per una continuità di lavoro e equilibrio della squadra. Questo è un dato evidente. Ma da presidente riconosco il lavoro che è stato fatto sui giovani, il nostro scopo è stato raggiunto con ragazzi che hanno fatto il salto nella massima serie, questo è il risultato fondamentale. Avevamo la certezza di non essere relegati e questa lo ammetto è stata una fortuna e anche in questa stagione per la pandemia è stato così. Dei correttivi andranno messi in atto, ma il risultato è far crescere i giovani e portarli a realizzare il loro sogno.”

Edy Pironacci, a capo dell’associazione, cosa voleva ottenere?“Sono state fatte richieste e rivendicazioni, alcune accettate e altre no. Volevano la presidenza e ridurre la partecipazione dell’Ambrì, e magari escludere i GDT di Bellinzona. Io non ho partecipato a queste discussioni però e vorrei restarne fuori, non vorrei alimentare dei sospetti di qualcuno, io non mi sono schierato con nessuno. Per quanto mi riguarda ho dato la mia disponibilità nella costruzione del progetto e a svolgere il ruolo di presidente, la scorsa estate avevo detto che sarebbe stato l’ultimo anno, poi nessuno mi ha chiesto se avrei continuato o meno. Sulla figura del presidente si è costruito più del necessario, mi è stato chiesto negli scorsi mesi da parte di Ambrì e Davos e io avevo risposto che l’importante era garantire un futuro e ai Rockets. Ti dico che è stata una discussione inutile che ha creato una tematica, un problema attorno al ruolo e che vedremo solo nelle prossime settimane cosa succederà.”

Filippo Lombardi: “Un progetto al di sopra dei problemi personali”

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il presidente dell’Ambrì Piotta, Filippo Lombardi: “Il progetto Ticino Rockets per noi è importante. Lo è per i giovani ticinesi, per l’Ambrì e per gli altri club che partecipano. Questa credo sia la base sulla quale costruire il futuro, e non su questioni di personalismi che guardano al passato. Personalmente ho preso atto delle motivazioni che hanno spinto l’Associazione HC Biasca a prendere le decisioni annunciate nel comunicato stampa emerso ieri, ma quando – al termine di discussioni tranquille e pacifiche – tre dei cinque azionisti si trovano sulla stessa lunghezza d’onda e non vogliono intraprendere certe direzioni, alla fine la maggioranza prevale. Secondo noi non era necessario cambiare la struttura dell’azionariato, né sostituire la figura del presidente Davide Mottis e né tantomeno introdurre la figura di un direttore sportivo solo dei Ticino Rockets; quindi abbiamo votato di conseguenza. Per contro eravamo favorevoli ad ingrandire lo zoccolo duro di giocatori di proprietà solo dei Ticino Rockets, così come ad accettare che anche lo staff tecnico (fin qui scelto e stipendiato a metà tra HCAP e HCL) venisse ingaggiato dai “Razzi” tramite dei fondi messi a disposizione dai vari club. Inoltre concordavamo anche noi sul fatto che fosse necessario introdurre dei regolamenti che vietassero il via vai di giocatori al quale abbiamo assistito nelle ultime stagioni – tra chiamate in prima squadra e ritorno a Biasca -, anche se quasi mai è stato per scelta ma piuttosto per necessità”.Il numero uno biancoblù ha inoltre voluto chiarire la sua posizione nei confronti dell’Associazione HC Biasca, allargando il discorso anche al futuro dei Ticino Rockets: “Noi saremo sempre grati per ciò che è da loro stato fatto dalla nascita del progetto ad oggi. Rimarranno azionisti e mi auguro che anche in futuro vorranno continuare a contribuire a questa realtà. Il CdA dei “Razzi” ha inoltre già avviato delle discussioni che in linea di massima hanno trovato dei riscontri positivi sull’utilizzo della pista di Biasca anche in futuro e sul prolungamento della partnership con gli sponsor attuali. Io sono un fautore di questa realtà, perché ne vedo i frutti non soltanto per l’Ambrì, ma anche per tutti gli altri club partner e soprattutto per i giovani ticinesi che stanno finalmente avendo una chance di fare il salto dagli juniori alle prime squadre attraverso un passaggio intermedio. È un progetto che va al di là dei problemi personali di un singolo azionista su cinque”.Da presidente del club leventinese, Lombardi ha poi ammesso che qualche errorino in casa biancoblù – in chiave Ticino Rockets – è stato effettuato nel corso degli anni, e che verrà apportato qualche correttivo: “Sarebbe sicuramente stato meglio introdurre prima l’idea di creare uno staff tecnico dei Rockets scelto dal club stesso, stipendiato da un budget creato con il contributo di tutti i partner. È una soluzione più corretta rispetto a quella attuale. Inoltre piacerebbe anche a noi che in futuro vi sia più stabilità nella composizione e nella presenza costante dei giocatori inseriti nel roster dei “Razzi”. Purtroppo la scorsa stagione abbiamo dovuto attingere parecchio dai ragazzi impegnati a Biasca a causa di una marea di infortuni non previsti. Una soluzione non ideale, ma forzata, che speriamo di non rivivere più”.In chiusura, una battuta sulle mosse di mercato annunciate nelle ultime settimane e sulla ripresa dei lavori nel cantiere della nuova Valascia: “Sono molto soddisfatto del lavoro svolto da Paolo Duca. Diversi ingaggi e rinnovi erano già stati siglati tempo fa, ma li abbiamo annunciati a stagione terminata perché questa è la nostra politica. Vedo una prima squadra che sta sempre più andando nella direzione che volevamo, con il rispetto di alcune caratteristiche che fanno parte dell’identità del nostro club, come quella di cercare giovani affamati (se possibile ticinesi) volenterosi di imporsi. In molti hanno inoltre firmato un contratto che prevede un possibile impiego in Swiss League con i Ticino Rockets in caso di necessità, a dimostrazione che questo progetto resta sempre tra le nostre priorità. Ora la squadra è praticamente costruita, salvo ovviamente gli stranieri, per i quali ci prenderemo il tempo necessario, anche per capire come evolverà la situazione legata al coronavirus. Per quanto concerne il cantiere della nuova pista invece, è chiaro che dovremo fare i conti con un ritardo dovuto all’interruzione temporanea dei lavori, ma anche sul lavoro a organico e regime ridotto che ha segnato gli ultimi giorni prima dello stop forzato e i primi di ripresa. Adesso dovremo attendere qualche settimana prima di capire se effettivamente riusciremo a rispettare i termini che ci sono imposti”.

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