
Ieri sera, al termine della partita persa per 2 reti a 0 contro il Friborgo, ha lasciato la Valascia visibilmente contrariato e soprattutto senza rilasciare dichiarazioni, a 24 ore di distanza, il presidente Filippo Lombardi, dice poche parole ma ricche di significato:"Non c'è piú l'abitudine a giocarli questi playoff, forse non si è entrati in modalità playoff né da parte della squadra, né ancora forse dalla parte del pubblico. Ripeto non c'è piú l'abitudine di farli questi playoff, spero non ci vogliano 3 o 4 anni per riabituarsi".
Colpiscono le severe affermazioni del presidente Filippo Lombardi; deluso, amareggiato, giustamente severo nei confronti della squadra, e non solo.
La paura di una serie che, stante l'attuale attitudine dei biancoblu a affrontare questi playoff, non promette di protrarsi a lungo.
A chi si attendeva un Ambrí con il coltello tra i denti, non la squadra confusionaria e con un gioco da mesi ormai prevedibile, resta l'amaro in bocca e la previsione di un'uscita di scena in tempi brevi.
Sia chiaro, il Friborgo è una squadra equilibrata e con un talento offensivo superiore ai Leventinesi, ma a nessuno è parsa imbattibile, e se anche la corazzata Zurigo fatica ad avere ragione dell'aggressivo Losanna....ma se tra gli alibi si insinua una preparazione fisica non ben calibrata per la fase cruciale, il presidente stoppa ogni tentativo di giustificazione:"Non è sicuramente fisico il problema, è mentale".
Ma i motivi di sconforto non sono solo figli della tattica, bensí dell'attitudine passiva, di uno scendere sul ghiaccio rassegnati.
Non da ultimo il discorso stranieri, giocatori ingaggiati per dare un valore aggiunto, che ieri hanno subito gli eventi, e se a prendere per mano la squadra e osare qualche tiro sporco in piú dev'essere un difensore alla sua prima esperienza playoff (Benjamin Chavaillaz ndr), di certo una riflessione è d'obbligo.
Domani a Friborgo è d'imperativo salvare, perlomeno, l'onore.
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