
Il progetto Rockets è stato accolto da tutto il mondo dell'hockey ticinese con grande entusiasmo. Finalmente l'unione delle forze, finalmente un progetto per valorizzare i giovani, finalmente una ventata di novità.
Tante belle parole e intenzioni che però non si sono mai concretizzate in fatti. La vendita degli abbonamenti, già sotto le attese la scorsa stagione, è ulteriormente calata.
Davide Mottis, presidente del sodalizio basato a Biasca, non riesce a nascondere la delusione e la preoccupazione.
"Siamo delusi, dopo la positiva esperienza sportiva dello scorso anno ci saremmo aspettati che la gente si avvicinasse un po' di più. Speravamo in un interesse maggiore. Le cifre oggi ci dicono che abbiamo addirittura meno abbonati della scorsa stagione. È un dato che non riusciamo a spiegarci. In estate in molti mi hanno parlato con toni entusiasti del nostro lavoro. Poi però tante pacche sulle spalle ma poco sostegno concreto. Abbiamo parecchio amaro in bocca. E pensare che, tenendo presenti le critiche ricevute, abbiamo anche abbassato le tariffe di quasi il 40%..."
Una situazione che mette a rischio l'intero progetto.
"Da un punto di vista economico gli abbonamenti sono fondamentali per noi. Non possiamo pensare di andare a chiedere ulteriori contributi a Lugano e Ambrì. Ci mettono a disposizione giocatori e tecnici. Il loro, i due club di serie A, lo fanno. Dobbiamo reggerci da soli. Pensate che la scorsa stagione è stata chiusa con un piccolo deficit d'esercizio. Se ora gli abbonati diminuiscono, cosa succederà? A lungo termine diventerebbe una situazione insostenibile."
Peccato perchè il vostro lavoro sta pagando e non poco.
"L'allenatore dell'Ambrì viene dai Rockets, l'assistente del Lugano anche. Diversi giocatori nelle prime squadre l'anno passato erano qui. Insomma, ci aspettiamo più vicinanza, anche perchè non capita spesso di poter contare su di un progetto ticinese, fatto da ticinesi, per i ticinesi."
Allentiamo la tensione, parliamo di hockey giocato. Malgrado due (logiche) sconfitte contro Ambrì e Lugano i Rockets sono piaciuti nelle prime due amichevoli.
"Abbiamo cambiato tanto, più di metà squadra e l'allenatore che poteva rappresentare un'incognita non di poco conto. Ecco, nonostante tutte queste novità io ho percepito segnali estremamente positivi. Prendiamo la partita contro il Lugano, il divario ovviamente era netto ma alla fine i bianconeri di tre gol due li hanno realizzati in power play. Mi sembra che siamo ripartiti da dove avevamo lasciato la scorsa stagione."
Ma con un Cadieux in più e un Cereda in meno...
"Per certi versi si assomigliano molto. Come Luca anche Jan è un grande lavoratore, una persona seria. Dà molta importanza al sacrificio e allo spirito di gruppo. In poco tempo ha creato un bell'ambiente ed è riuscito a guadagnarsi stima e rispetto dei giocatori."
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