
La notizia è di quelle clamorose: nessun arbitro svizzero sarà presente all'Euro12 in Polonia e Ucraina. Solo nell'edizione del 1980 la Svizzera non era rappresentata. Abbiamo raggiunto il capo degli arbitri svizzeri, il ticinese Carlo Bertolini, per capire quali sono le motivazioni alla base di questa bocciatura.Si tratta davvero di una bocciatura?Non direi che si tratta di una bocciatura. La UEFA seleziona dodici arbitri fra le 53 nazioni che ne fanno parte: per questa volta la Svizzera è esclusa. Noi siamo sempre stati presenti e in Polonia e Ucraina mancheranno anche altre nazioni storiche come per esempio la Russia e la Grecia.Ma si aspettava di ricevere questa notizia?Onestamente non vedevo troppe possibilità per noi. Sapevo che la situazione era questa e che non avevamo troppe chance. La speranaza era che potessimo ricevere un regalino per Natale ma così non è stato.Speravate magari anche in un regalo di Massimo Busacca, responsabile della FIFA per gli arbitri?Assolutamente no! Noi ragioniamo in altri termini. Andiamo alle competizioni solo se ce lo meritiamo!Quali sono le cause di questa mancata presenza rossocrociata?Il campionato di Super League non è di altissimo livello e dunque anche per gli arbitri è difficile migliorare. Guardiamo all'Italia, loro hanno spesso partite difficili ed importanti, come per esempio il derby di Milano, ed è in questi contesti che un arbitro può crescere e imparare a gestire i momenti difficili. Arbitrare in Svizzera davanti a 2'000 persone non ti abitua alle situazioni complicate e con forte pressione. Ecco perchè i nostri arbitri devono essere bravi e dimostrare di essere capaci nelle competizioni internazionali per club.E il fatto che storicamente la nostra nazione ha proposto grandi direttori di gara non è un peso per i giovani che devono crescere?Più che un peso deve essere una motivazione. Devono fissarsi l'obiettivo di raggiungere grandi livelli. Così torneremo ad essere presenti nelle grandi competizioni.della
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