
Il ciclismo si è sempre nutrito di dualismi, da Coppi e Bartali a Bugno e Chiappucci passando dal nostrano Kübler contro Koblet.
E il Giro d'Italia appena concluso ha già servito sul piatto, da anni povero di pietanza, l'embrione di una nuova sfida che Alex Carera, agente dei due ciclisti, spegne sul nascere: "Innanzitutto sia Vincenzo Nibali che Fabio Aru hanno un contratto con il Team Astana anche per la prossima stagione. Io credo che di spazio per lasciare libere le ambizioni, sia di uno che dell'altro ce ne sia, entrambi hanno il diritto di poter partire in un grande giro per essere protagonisti. I grandi giri sono tre: Giro, Tour e Vuelta e c'è spazio per soddisfare le capacità di leadership di tutti e due. Sicuramente dovranno essere messi in condizione di giocarsi le proprie carte, fortunatamente avere un tecnico preparato e vincente come Beppe Martinelli certamente aiuterà a gestirli al meglio".
Non c'è il rischio che Aru venga caricato di troppe responsabilità? L'Italia del ciclismo ha bisogno di tornare ad avere figure di riferimento che sappiano emozionare.
"Aru è un ragazzo molto intelligente e con i piedi per terra. Anche le sue dichiarazioni e il comportamento che ha tenuto dopo il grande successo a Monte Campione dimostra che per lui questo è un punto di partenza e non d'arrivo. Gestire la pressione non è mai facile peró ha le carte in regola e le qualità per diventare uno dei protagonisti del ciclismo mondiale. Nibali è la massima interpretazione del ciclismo italiano a livello mondiale ma Diego Ulissi e Aru sono due atleti che potranno seguire le orme di Vincenzo".
Anche Ulissi da lei nominato ha disputato un ottimo Giro.
"E' un ragazzo con delle doti eccezionali, perché uno che vince nella categoria juniores due volte su due il Mondiale è un predestinato. Ha vinto al Giro due tappe bellissime dimostrando che su quel tipo di arrivi è tra i piú forti al mondo, alla cronometro ha sorpreso se stesso e tutti gli addetti ai lavori, ma non il sottoscritto, è sempre andato forte contro il tempo dimostrando di avere motore. Per me non è stata una sorpresa".
Passiamo allora la palla alla Lampre-Merida, dovrebbero costruirgli attorno una formazione piú competitiva?
"Non sono d'accordo, la classifica mondiale parla chiaro. Hanno un campione del mondo come Rui Costa che non ha vinto ma ha fatto sei volte il secondo posto. Patron Galbusera ha voglia di investire nel ciclismo perché è un grande appassionato e deve potenziare sí la squadra, peró ha già elementi che lavorano molto bene dietro le quinte come Matteo Bono e Manuele Mori che hanno saputo lavorare bene al fianco di Ulissi e se lui ha vinto due tappe è anche merito loro".
Per chiudere possiamo dire che il ciclismo stia vivendo un momento positivo?
"Il ciclismo secondo me sta molto bene e il segnale lo abbiamo dagli stessi corridori. La nuova generazione sta regalando a tutti i tifosi delle grandi prestazioni. Nairo Quintana e Aru hanno offerto uno spettacolo di altissimo livello. Facce acqua e sapone che riescono a bucare lo schermo e far innamorare sempre nuovi tifosi".
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