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Sport
NHL europea: "Un progetto credibile"
Redazione
15 anni fa
L'analisi dell'ex presidente bianconero Paolo Rossi, che rende attenti Lugano e Ambrì: "Rischiano di giocare in una lega inferiore"

Dal 2012 Milano Rossoblu giocherà nella Kontinental Hockey League. L’accordo è stato siglato da Alexander Medvedev, presidente della KHL e proprietario di Gazprom, con la consulenza dell'ex coach bianconero Ivano Zanatta.  Ma questo è solo il primo passo di un progetto molto ambizioso. La KHL sta infatti progressivamente abbandonando la dimensione esclusivamente russa per allargarsi al resto dell'Europa. E nei prossimi anni intende arruolare anche società di Germania, Repubblica Ceca, Slovacchia, Svezia e Austria. Per ora della Svizzera non si parla. Ma logicamente è solo una questione di tempo. Il treno è partito. Finora i tornei a livello europeo della IIHF sono sempre falliti. Ma stavolta la base di partenza è più solida: c’è il sostegno della ricca Gazprom. Si tratta dunque di un progetto credibile? Abbiamo girato la domanda all'ex presidente dell’HC Lugano Paolo Rossi, che già due anni fa, sulla stampa ticinese, parlò dell'evenienza della creazione di una lega europea. “Lo sport - premette Rossi - è sempre più uno spettacolo e la tv ne è il veicolo fondamentale. Ma per creare un prodotto televisivo attrattivo e vendibile ci vogliono scontri tra grandi club. Faccio un esempio: club come il Langnau e il Bienne fanno cassetta nel canton Berna, ma a livello europeo non hanno nessun appeal mediatico. Di conseguenza l’idea di una NHL europea è un progetto credibile, soprattutto in un momento come quello attuale di aumento dei costi. Permetterebbe di avere un’audience continentale e di conseguenza di cercare nuovi sponsor, di livello globale”. Da cosa dipende la riuscita del progetto? “Decollerà solo se sarà davvero una lega europea. Dunque ci dovranno essere Mosca, San Pietroburgo e Milano. Ma anche Salzburg in Austria, lo Slavia Praga in Cechia, il Kosice in Slovacchia, il Djurgardens di Stoccolma, eccetera. Solo in questo caso l’operazione assumerà davvero una reale potenza contrattuale”. E la LN svizzera? “Se il progetto della KHL andrà in porto – continua Rossi - la LN, che attualmente è uno dei campionati europei più forti, diventerà molto più debole e perderà attrazione per le società svizzere più solide, potenti e strutturate”. Il rischio che si profila all’orizzonte è chiaro: la scissione. Chi potrebbe lasciare la LN? “Sicuramente - analizza l’ex presidente bianconero - le società delle due città svizzere di livello internazionale: gli Zsc Lions sono già pronti e potrebbe farcela anche il Ginevra Servette. Poi quelle che hanno un budget molto alto: il Berna e il Davos. E forse, grazie al nuovo modernissimo stadio, pure lo Zugo”. In caso di scissione qual è lo scenario per il Lugano e l’Ambrì Piotta? “Il pericolo, per il campionato svizzero, è quello del declassamento. E dunque Lugano e Ambrì rischiano di giocare in una lega inferiore”. Insomma, nell’hockey come nel calcio, in Ticino si rischia di avere uno spettacolo di interesse provinciale e di doversi spostare fino a Milano per vederne uno di livello internazionale. A San Siro ci si entusiasma con la Champions League nella quale Milan e Inter sfidano Lionel Messi e Christian Ronaldo. E al Forum di Assago si potranno ammirare le finte e le reti di Jaromír Jágr e Alexei Yashin nella NHL europea. Al contempo alla Resega e alla Valascia si assisterà ad uno spettacolo regionale o al massimo nazionale, un po’ come a Cornaredo o al Comunale di Bellinzona. Le proporzioni e il fascino della competizione saranno dunque molto minori. “L’hockey ticinese - aggiunge Rossi - era ai vertici a livello continentale. Per questo, quando ero presidente dei bianconeri, avevo iniziato un discorso di collaborazione con il Milano: per permettere al Lugano di restare attaccato a questo treno”. Ormai non siamo più nel campo delle idee. Ieri c’è stata la prima firma: il contratto tra Milano e la KHL è stato siglato. Intanto l’Ambrì sta lottando per sopravvivere e non pensa di certo all’Europa. Il Lugano però è am

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