
Alessandro Contessi, 22 anni, appena compiuti, è l’unico pilota ticinese ad aver disputato quest’anno, il Campionato Svizzero MX2 (250 cm3) di motocross. È inoltre l’unico rappresentante cantonale ad aver partecipato al Campionato Mondiale a Frauenfeld, una soddisfazione già assaporata nel 2017.
Sesto nella classifica finale del Campionato Svizzero (nel 2016 chiuse in quarta posizione, nel 2017 nella top ten, malgrado un infortunio) e terzo nell’ultima tappa disputata domenica a Mannens, nel Canton Friborgo, l’anno prossimo, Alessandro passerà alla MX1, categoria regina del motocross, come conferma lui stesso a Ticinonews.Sì, mi sento pronto per il salto di categoria, nella 450 cm3. Per me, si tratta di un traguardo molto importante, che affronterò con grande motivazione, nella continua scoperta di nuovi traguardi. Confesso, che finora ho avuto raramente occasione di pilotare una moto di cross di grossa cilindrata, ma non me ne faccio un problema.
Alessandro, per quale scuderia corri?Sono supportato dalla Kawasaki svizzera ed appoggiato dal team basilese HFour Racing Team.
Come si è svolta finora la tua già lunga e brillante carriera?Ispirato da mio padre, che aveva corso a livello amatoriale, ho iniziato a 5 anni sulla 50 cm3 e a 9 ho disputato la mia prima gara. Dopo la fase del minicross giovanile, che va dagli 8 ai 13 anni, si passa alla 125 cm3, che ho però deciso di saltare catapultandomi nella MX2, all’età di 14 anni. Una categoria, la MX1, che mi ha regalato diverse soddisfazioni con la conquista di tre titoli regionali (Liguria, Piemonte e Lombardia), un Campionato Italiano invernale (Winter Trophy) e una gara di Campionato Italiano.Quali sono i tuoi obiettivi per la prossima stagione e per quelle successive?Riuscire a partecipare nei prossimi anni a qualche gara mondiale e rappresentare la Svizzera al Motocross delle Nazioni, una sorta di Olimpiadi del motocross, dove ogni Paese porta i suoi migliori tre piloti. Vorrei ricordare che la Svizzera è una tra le migliori nazioni al mondo nel motocross. Basti pensare che nel 2017 ha chiuso nella top five.
Non hai mai pensato di passare al motociclismo su pista?Il motociclismo su pista non mi ha mai entusiasmato, perché lo reputo noioso. Nel motocross ci sono salti, ostacoli e la pista, soprattutto quella a fondo sabbioso, cambia da un giro all’altro. La sabbia è il mio terreno di gara preferito, perché è il più difficile a livello fisico. È proprio lì che impari a giocare e a danzare con la moto: saltando da una buca all’altra.
Parlaci dei tuoi allenatori.Ho avuto due allenatori, che vorrei ringraziare sentitamente per tutto quello che hanno fatto per me. Inizialmente, per la tecnica di guida, mi ha seguito Alberto Barozzi, ex pilota italiano del Mondiale, che ora segue i piloti della Yamaha nel settore sport-motori. In seguito, per quanto attiene la preparazione fisica, ho potuto e posso tuttora avvalermi dell’apporto del riminese Paolo Gugnali, che segue pure gli atleti della bicicletta enduro ed altri ragazzi del motocross”.
A quali campioni del motocross ti ispiri?Allo statunitense Eli Tomac e all’olandese Jeffrey Herlings, il pilota attualmente più veloce al mondo.
Cosa vorresti consigliare ai giovani che vogliono avvicinarsi al motocross?Essendo uno sport poco conosciuto ed impegnativo a tutti i livelli, li inviterei a contattarmi sui miei profili social.
(Fotografie di Davide Messora)
Roberto Quadri
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