
Dentro o fuori, tutto o niente. Il torneo olimpico maschile di hockey su ghiaccio entrerà nel vivo domani con i match dei playoff da cui usciranno le tre squadre che completeranno il tabellone dei quarti di finale. Gli occhi di tutti i tifosi rossocrociati saranno puntati sulla sfida tra la Svizzera e l’Italia padrona di casa, in programma alle 12.10. E chi conosce molto bene tanti dei giocatori elvetici è Giovanni Morini, attaccante italiano 31enne che da quindici anni gioca a Lugano, e nel 2015/16 ha esordito nella prima squadra bianconera. «Mi aspetto un'altra partita durissima», ha dichiarato il comasco nella conferenza stampa odierna. «Loro sono una della squadre più forti al mondo e nonostante abbiano avuto qualche infortunio, hanno enormi qualità».
Le sensazioni della viglia
Per sperare di ottenere un risultato positivo contro la Svizzera vicecampione del mondo «serviranno altri 60 minuti di sacrificio da parte nostra; dobbiamo ritrovare l’intensità messa sul ghiaccio con Svezia e Slovacchia, così potremo crearci le nostre possibilità», ha proseguito Morini. Nella sfida del girone con la Finlandia l’energia degli azzurri era ridotta al lumicino. Alla vigilia della partita dei playoff le sensazioni sono invece diverse. «Sono positivo: aver avuto un giorno libero domenica e l’allenamento lunedì ci ha permesso di tornare in condizione. Questo ci deve bastare per giocare al massimo con una Svizzera che è scesa in pista anche domenica». Il torneo olimpico ha permesso a Morini di misurarsi con alcuni dei migliori giocatori al mondo. «È stato un onore per me poter sfidare squadre piene di campioni dell’NHL, o comunque una Slovacchia con tanti ottimi interpreti. Essere lì a competere con loro in ogni situazione di gioco penso sia una cosa che mi porterò dietro nel tempo e che sarà utile a tutto il gruppo, soprattutto in chiave Mondiale Top Division».
Segafredo: «Sfida particolare e bellissima»
Anche Alessandro Segafredo, 21enne di Asiago, gioca da tanti anni in Svizzera. L’attaccante è cresciuto nel settore giovanile dell'Ambrì, per passare poi allo Zurigo. La sfida agli elvetici sarà particolare anche per lui. «Particolare ma anche bellissima. Sono contento di poter affrontare una squadra della quale conosco diversi giocatori. La considero una situazione speciale per me, che da tempo milito nel loro campionato». Sulla carta «è la Svizzera ad avere i favori del pronostico e un maggior talento. Noi partiamo dal presupposto di dare il massimo in ogni cambio. Vedremo cosa succederà».

