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Canottaggio
“Mondiali” di Belgrado, la medaglia d’oro non sfugge ad Andri Struzina
Americo Bottani
3 anni fa
Il pupillo di Ian Wright ha così cancellato quel brutto episodio capitato lo scorso anno, proprio nell’atto conclusivo del mondiale, che gli aveva negato la soddisfazione di una medaglia.

L’inno elvetico è risuonato oggi ai bordi dell’Ada Cingalija di Belgrado. Si spera possa essere di buon auspicio per il fine settimana. Sul gradino più alto del podio è salito uno dei punti di forza dell’ammiraglia rossocrociata, il peso leggero Andri Struzina. L’atleta in forza al SC Zugo ha compiuto oggi un vero e proprio capolavoro sotto tutti i punti di vista. Il pupillo di Ian Wright ha così cancellato quel brutto episodio capitato lo scorso anno, proprio nell’atto conclusivo del mondiale, che gli aveva negato la soddisfazione di una medaglia.

La cavalcata di Andri Struzina

Sino a metà percorso tutto sembrava volgere a favore dell’azzurro Niels Torre, campione del mondo uscente, autore di una partenza a razzo. Struzina seguiva in terza posizione, preceduto oltre che dal carabiniere azzurro anche dall’ungherese Peter Galambos. Le posizioni mutano rapidamente nel prosieguo della gara. Ai 1’000 è sempre Torre a condurre le danze, seguito da Struzina, che nel frattempo aveva superato l’ungherese. Al terzo rilevamento cronometrico è Struzina a portarsi al comando con già un comodo vantaggio di 2”03. Il finale è tutto rossocrociato. Medaglia d’argento per il campione uscente, staccato di 2”49. Bronzo per il polacco Artur Mikolajczewski che, proprio nell’ultimo tratto, ha superato uno sfiduciato Galabos. Quinto rango per il francese Baptiste Savaete. Al termine della gara, così si è espresso il neo campione del mondo: "È indescrivibile, incredibile. Definirmi campione del mondo non è nulla che potessi immaginare all'inizio della stagione. Ora devo rendermene conto e ci vogliono alcuni giorni per capire davvero cosa ho raggiunto".

Aurelia-Maxima Janzen: nessun miracolo

C’era molta attesa per la giovane rossocrociata al via oggi nella seconda semifinale. Purtroppo i sogni di gloria sono svaniti già al primo rilevamento cronometrico. Nessun dramma: era semplicemente prevedibile, considerato appunto l’ancor giova età dell’atleta. Al comando, sia ai 1’500 sia ai 1’000 metri transita l’australiana Tara Rigney, terza classificata in occasione della terza regata di CdM di Lucerna, seguita, nell’ordine, dall’americana Sara Kohler e dalla lituana Viktoria Senkute. Più staccate l’austriaca Magdalena Lobnig, la Janzen (a 2”63) e la bielorussa Tatsiana Klimovic. Le posizioni non mutano sino al passaggio dei 1’600 metri, quando al comando passa la Kohler, che va a vincere con un comodo vantaggio di 2”24 sulla protagonista dei primi tre quarti del tracciato. Fuori dai giochi con la Janzen anche la Lobnig, quarta lo scorso anno. La nostra rappresentante, domani nella finale B avrà comunque la possibilità di staccare il pass per i GO di Parigi 2024. Basta un terzo rango. Avrà come avversarie, oltre alla già citata Lobnig, la tedesca Alexandra Föster, la serba Jovana Arsic e la spagnola Virginia Diaz Rivas. Nell’altra semifinale, ai primi tre posti troviamo l’olandese Karolien Florijn, la neozelandese Emma Twigg, campionessa mondiale la prima, olimpica la seconda, e la bulgara Angelova Desislava.

Successo di Eline Rol nella finale B

Le condizioni dell’Ada Cingalija, decisamente migliori rispetto alle semifinali di ieri, hanno consentito alla singolista “leggera” romanda Eline Rol di esprimere al meglio le sue reali potenzialità. Che non sono poche. Terza al primo rilevamento cronometrico, preceduta da Italia e Norvegia, la ginevrina ha poi avuto una bella reazione, che l’ha portata a superare di slancio le due battistrada. Italia e Norvegia, forse anche logorate per l’impegno profuso nella prima parte del tracciato, si sono viste superare da Polonia e Giappone.

Sguardo a domani

Domani sono in programma ben quattro finali A che riguardano nostri equipaggi e più precisamente quelle del 4 di coppia, maschile e femminile, del due senza maschile e del doppio “leggero” maschile, oltre alle finali B del 4 senza maschile e del doppio “leggero” femminile, entrambe importanti in quanto in palio, in entrambe le specialità, c’è in palio l’ultimo posto disponibile per Parigi 2024.

 

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