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"Michele era un capitano generoso, mi mancherà"
"Michele era un capitano generoso, mi mancherà"
"Michele era un capitano generoso, mi mancherà"
Redazione
9 anni fa
Rubens Bertogliati esprime cordoglio per la tragica morte dell'amico Michele Scarponi e parla di sicurezza

La prematura scomparsa di Michele Scarponi ha lasciato un vuoto nel mondo del ciclismo e, come è ovvio, nel cuore dei suoi amici. Tra gli affetti di Michele si annoverano molti suoi colleghi come il ticinese Rubens Bertogliati

Rubens, come hai preso la brutta notizia?

"Molto male. Stavo facendo una passeggiata e un amico mi ha chiamato per informarmi dell'accaduto. Sono costernato, Michele Scarponi era un grande professionista e un buon amico. Ci conoscevamo molto bene, siamo stati per anni avversari e, per un biennio, compagni di squadra. Nel periodo che lo affiancavo come gregario, ho sperimentato quanto grande fosseil cuore di Michele, un ragazzo dal sorriso contagioso e cordiale". 

Quanto è pericoloso prendere parte a una competizione ciclistica e, soprattutto, seguire le sessioni di allenamento?

"Negli anni '90 e 2000 la piaga che funestava il nostro sport era ovviamente il doping, che è stato quasi interamente debellato. Oggi bisogna cinarsi su un altro problema che è la sicurezza degli atleti sulle strade. Ai nostri giorni i possessori di una vettura sono sempre di più e il traffico è un'insidia per chi pratica il ciclismo. Venti anni fa, l'acquisto di un'auto non era così scontato, adesso, grazie anche alle offerte di leasing, tutto è diverso. Il fatto che il possesso di una macchina possa essere appannaggio anche di un neopatentato mi preoccupa ma sicuramente la colpa non è da imputare solo ai detentori di un mezzo motorizzato".

Ecco, i rischi maggiori sono riconducibili a che cosa?

"Alla disattenzione e all'imprudenza. Michele non era né disattento ne imprudente, ma molti ciclisti, purtroppo, lo sono e questo contribuisce ad aumentare i rischi. La strada è pericolosa, non parliamo di un luogo chiuso per soli atleti".

Che ricordo hai di Scarponi, tuo coetaneo?

"Non mi scorderò mai il Giro del 2010 durante il quale Michele era il mio capitano. Si è da subito dimostrato simpatico e affabile, pronto a dare spazio a tutti e questo non è un fatto da sottovalutare, sono pochi i capitani che sanno farsi da parte. Michele mi mancherà, questo è sicuro, e il mio pensiero va alla sua famiglia a cui sono vicino".

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