
Joseph Blatter è stato indubbiamente uno degli uomini più potenti del calcio mondiale. 'Sepp', come viene spesso chiamato, è stato il presidente della FIFA, la massima organizzazione calcistica mondiale, dall'8 giugno 1998 al 21 dicembre 2015, anno in cui la stella dell'82enne vallesano si è improvvisamente offuscata. Dopo soltanto quattro giorni dalla sua rielezione, il 2 giugno Blatter annuncia le dimissioni dalla carica di presidente che deteneva da quasi 17 anni, a causa dello scandalo corruzione che ha colpito la FIFA pochi giorni prima l'arresto di ben 7 alti dirigenti.
Il deus ex machina del calcio viene inizialmente sospeso per 90 giorni dal Comitato Etico FIFA per sospetta corruzione, in seguito alla scoperta di un pagamento di 2 milioni di euro versato a favore di Michel Platini nel 2011. Il 21 dicembre successivo il Comitato Etico FIFA aveva condannato entrambi ad una squalifica di otto anni, poi ridotti a sei in appello. Il 16 dicembre 2016 i giudici del TAS avevano confermato la squalifica.
"Nego di avere preso soldi indebitamente. Sto pagando per la mancata assegnazione agli Stati Uniti dei Mondiali del 2022, è lo stesso motivo per cui è stato eliminato Michel Platini - si è sempre difeso 'Sepp' Blatter - Mi sono reso conto troppo tardi della corruzione che dilagava all'interno della FIFA, ho reagito nel 2011, espellendo i membri dell'Esecutivo e contribuendo in maniera determinante alla creazione della Commissione etica".
Il "grande casino" - A tre anni di distanza dalla sua sospensione, Blatter ha ribadito la sua tesi, tracciando un bilancio della sua esperienza in seno alla FIFA, durante un incontro con la stampa organizzato dal Team Ticino all'auditorium di Banca Stato a Bellinzona.
Dopo la sospensione Blatter ha tirato il fiato prima di lanciarsi in qualche lavoretto nella sua casa in Vallese e, soprattutto, nella stesura di due libri di cui uno, intitolato "Ma verité", tratta proprio del "complotto ordito ai suoi danni. Il primo vero shock, ha spiegato in conferenza stampa, è stato apprendere alla radio dell'operazione della fedpol all'Hotel Baur au Lac. "È stato uno shock terribile: le autorità svizzere hanno deciso di agire su segnalazione degli Stati Uniti e l'arresto dei dirigenti della FIFA è avvenuto alla presenza di soli giornalisti americani: credo nel mio Paese ma ancora ogi mi chiedo come mai non fossi stato informato dalle autorità elvetiche: loro sapevano tutto in anticipo mentre il presidente della FIFA no".
Insomma, un vero e proprio tradimento: In una conferenza stampa la ministra di Giustizia Simonetta Sommauga e il capo dell'FBI avevano praticamente accusato la FIFA di essere un'organizzazione mafiosa. In quel momento ho avuto paura per la FIFA stessa e mi sono sentito tradito: Sommaruga non aveva nemmeno voluto vedermi..."
Blatter ha in seguito spiegato che l'affare da 2 milioni di franchi altro non era che una questione interna alla FIFA e dunque non di competenza del Procuratore generale: "Durante l'assemblea generale del 2011 i conti erano stati approvati e nessuno si era opposto entro i termini previsti. Perché le autorità hanno aperto un incarto ben 4 anni dopo?". Blatter, inoltre, ribadisce di non essere più stato sentito dal settembre del 2015 ad oggi.
Il tutto, a suo dire, si riduce a una parola sola: complotto. Questo è anche il titolo di un articolo dello Spiegel secondo cui 3 alti dirigenti della FIFA si aspettavano un'azione da parte della giustizia americana e per quasto avevano preso contatto con un importante studio legale americano. Ma la mia firma non compare da nessuna parte in quanto ero all'oscuro di tutto".
Per l'ex numero uno della FIFA le radici del complotto risalgono al 2010, quando il Comitato esecutivo decise di attribuire i Mondiali del 2018 e del 2022 a Russia e Stati Uniti, le due nazioni protagoniste della Guerra Fredda. Una decisione (anche) simbolica criticata dalla Gran Betagna e da Michel Platini. "'Sepp, salta tutto', mi disse al telefono. Gli chiesi come mai e mi rispose 'Il presidente Sarkozy ha deciuso così'".
Il resto, come si suol dire, è storia. O meglio, per usare la parole dello stesso Blatter, da lì ebbe inizio "il grande casino".
Sepp Blatter oggi - L'ex numero 1 della FIFA non ha però solo parlato dei momenti negativi, ma ha gettato uno sguardo al passato, al presente e all'immediato futuro. In questi anni Blatter ha partecipato a numerose conferenze (come quella alla quale è stato invitato oggi dall'amico Claudio Sulser), ha riscoperto città come Zurigo, dove ha lavorato ma non vissuto e, come detto, si è dedicato alla scrittura dei suoi due libri. Blatter ha particolarmente apprezzato il suo ritorno in Ticino, frutto anche delle buone esperienze avute con la stampa italofona. Un ritorno nel calcio è però escluso: "Tornare nel mondo del calcio non è possibile, perlomeno non in maniera diretta. In questo senso mi sento un po' filosofo: come disse Confucio 'Se nasci cavallo non puoi diventare asino'".
Il vallesano ha comunque riconosciuto con gratitudine e soddisfazione di aver potuto raggiungere l'apogeo di una carriera in seno alla FIFA. Conclusasi, lo ricordiamo, con uno scandalo, ma condita anche da molte idee innovative (e anche visionarie) come i Mondiali in Africa e quanto fatto per il calcio femminile.
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