
Oggi il Lugano è una squadra di Super League, ha un allenatore dal nome altisonante e – nonostante l’ultima piazza in classifica - è tornato protagonista del calcio svizzero che conta.
Ma non è stato sempre così. La Lega Pro – ex Serie C italiana – raduna infatti diversi ex bianconeri che, per un motivo o per l’altro, a Cornaredo non hanno esattamente “sfondato”. 3 nel girone A, 2 nel girone B e 1 che si è aggregato all’”allegra pattuglia“ proprio nell’ultimo weekend e ha subito festeggiato con un gol.
Ce n’è per tutti i gusti, insomma: dalla panchina alla scrivania, senza tralasciare il campo.
Nel primo girone operano attualmente Simone Boldini, il famigerato allenatore che non batté il Vaduz in… ciabatte nell’ultima partita del torneo 2009-2010 e vanificò così una promozione in Super League praticamente già ottenuta. È il Mister del Renate.
Gli fa compagnia Nicola Bignotti, che ha lasciato il Genoa per fungere da direttore generale nel Pavia all’olandese (ratificata una collaborazione con l’Ajax) e che Tuttomercatoweb dà verso il Basilea. Nel 2011 – unitamente all’attuale capo degli osservatori della Cremonese Carlo Taldo – costruì (sulla carta) il Lugano del rilancio, ma tutto si rilevò molto più complicato del previsto.
Anche perché – e questa è storia del secondo girone – i due dirigenti italiani appena citati puntarono sul cavallo sbagliato in panchina: Alessandro Pane, ora al Rimini. Lo rimpiazzò un altro gran frequentatore della Serie C attualmente inattivo, ovvero Checco Moriero, che però sfiorò solo la promozione dopo una lunga rincorsa.
A Cornaredo fu proprio una meteora Francesco Baldini, nerboruto ricciolino di Massa Carrara. Un passato nella Juventus e una carriera spesa tra B e A, anche a certi livelli, ma nel 2007-2008 i suoi muscoli e il suo curriculum non contribuirono ad aiutare la difesa di uno zoppicante Lugano di Challenge League. Ora dirige la squadra che lo lanciò: la Lucchese.
Chiude il terzo girone, col portoghese Diogo Tavares che ha debuttato ieri nelle fila del Messina col gol al 91’ sul campo del Monopoli: una rete importante che è valsa il pareggio dei siciliani per un attaccante che in categoria vanta esperienze pure con l’Ancona e il Como dell’ex Chiasso Ernestino Ramella. A Cornaredo cominciò alla grande, tanto che qualcuno lo battezzò come l’erede di Gimenez: ma poi, complici le difficoltà della squadra, smarrì la verve…
E la lista potrebbe allungarsi con Stefano Botta, che Petkovic valorizzò – ma solo per pochi mesi - nel 2004-2005: è uno svincolato che piace a Foggia, Casertana, Spal e Cremonese.
CaSco
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