
Stasera alle 20.45 si gioca a Basilea l'amichevole Svizzera-Brasile. Per la nazionale di Ottmar Hitzfeld è una grande occasione per confrontarsi con la nazionale più popolare e amata al mondo. Ne abbiamo approfittato per scambiare due chiacchiere con Mauro Galvao, ex difensore del Lugano e già titolare del Brasile degli Anni Ottanta e inizio Novanta. L’ex difensore bianconero, attuale responsabile della scuola calcio del Vasco da Gama (Rio de Janeiro), predica “umiltà” al suo Brasile. Un invito che non vale solo per il match odierno, nel quale parte come grande favorito, ma è esteso anche per i futuri impegni: “La recente vittoria nella Confederations Cup ha risvegliato l’orgoglio nazionale e adesso tutti sono convinti che la Seleçao sia la grande favorita per la conquista della prossima Coppa del Mondo” ci ha detto l’ex bianconero. Stasera, come tantissimi altri connazionali, seguirà la diretta di Svizzera-Brasile sul canale O Globo, il più importante del paese sudamericano. Mauro, che partita si aspetta? “Non conosco benissimo la squadra rossocrociata, anzi, debbo dire che l’unico giocatore del quale ho sentito parlare è il portiere Diego Benaglio. Per il resto le mie conoscenze sono limitate, anche se so pefettamente che il calcio elvetico è molto cresciuto negli ultimi anni, grazie ad un lavoro che parte della base, dai settori giovanili. Per tornare alla domanda: mi aspetto soprattutto una partita vera da parte del Brasile, che dopo la vittoria in Confederations Cup ha ricevuto tantissimi elogi e quindi è quasi obbligato a far bene. Oltretutto Felipe Scolari schiererà la formazione-tipo, o quasi. Ho comunque qualche dubbio sulla squadra gialloverde: di solito, quando non gioca partite ufficiali, le sue motivazioni calano…Credo che le due squadre proveranno a giocare, senza ricorrere a tatticismi e ad un gioco rude” E a proposito, Galvao dice… “Il grande Nilton Santos, uno dei migliori giocatori brasiliani e non di tutti i tempi ebbe a dire, una volta: “Treino è treino, jogo è jogo”. Che tradotto significa: allenamento, in questo caso amichevole, è una cosa, la partita ufficiale è un'altra. Mi auguro, comunque, che questa filosofia appartenga al passato. Oggi il calcio è cambiato e anche in circostanze del genere bisogna dare il massimo. Per la maglia e per l’orgoglio personale”. Felipe Scolari è riuscito a cambiare il Brasile in pochi mesi. “Grande mentalità e grande professionalità. Lo “sceriffo”,come viene chiamato, ha ridato fiducia all’ambiente, forte della sua esperienza. Felipao ha credibilità, costruita sul titolo Mondiale asiatico del 2002, del secondo posto agli Europei del 2004 con il Portogallo e sulle tante vittorie in patria ottenute con clubs come il Palmeiras o il Gremio. Ma, ripeto, la vittoria in Confederations Cup non deve illudere! Noi brasiliani in questo non impariamo mai. In passato ci siamo bruciati tante volte”. Mauro Galvao non ha precedenti contro la Svizzera. “Nel 1989, l’anno della conquista della Coppa America, non giocai la sfida di Basilea. In quell’occasione Sebastiano Lazaroni mi preferì Ricardo Gomes… Poi, però, dopo la tourneè europea divenni titolare assoluto e disputai il Mondiale italiano” M.A.
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