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Calcio
Mattia Bottani: «Ho scelto il Collina d'Oro. La famiglia viene prima»
Redazione
un'ora fa
Dopo l’addio al Lugano e le offerte dalla Challenge League, l’ex bianconero spiega perché ha scelto di ripartire dal Collina d’Oro: «Volevo restare in Ticino. Non mi sono accontentato, ho scelto la strada più difficile»

Il ritorno in campo di Mattia Bottani è stato accompagnato da una certa emozione. Dopo un periodo trascorso lontano dal terreno di gioco, l'ex giocatore del Lugano aveva inizialmente sperato di trovare una nuova opportunità in Super League. «All'inizio ci ho sperato, poi la realtà delle cose è andata diversamente. Aspettare ancora si faceva troppo lungo per me», racconta a Fuorigioco.

«Mi sono sentito subito parte del gruppo»

A convincerlo a sposare il progetto del Collina d'Oro è stata anche l'offerta ricevuta, ma soprattutto l'accoglienza trovata nel gruppo. «Si sono messe a disposizione tante persone molto sincere e concrete. Mi sono allenato quasi un mese con loro, mi sono sentito subito parte del gruppo e benvoluto. È una squadra di qualità e questo mi ha aiutato a prendere questa decisione».

Le offerte e la scelta di restare in Ticino

Le alternative nel calcio professionistico non erano comunque mancate. «Dalla Super League concretamente c'era poca roba, qualche contatto con il Grasshopper che poi è saltato. Ho ricevuto anche delle offerte dalla Challenge League». Ma per Bottani la prospettiva di dover lasciare il Ticino ha avuto un peso decisivo. «Dovevo mettere in conto che avrei dovuto spostarmi dal Ticino, dalla famiglia. Le offerte non ne valevano la pena», spiega. E aggiunge: «La Challenge League è un buon campionato, ma non così tanto da portarmi via dalla famiglia e dai figli».

«Non mi sono pentito di aver detto no al Lugano»

La separazione dal Lugano (il club bianconero gli ha offerto un futuro in altri ruoli, che lui non ha accettato, ndr.) è una decisione che Bottani rivendica senza rimpianti. «No, assolutamente no. Ero cosciente della mia decisione. È stata la scelta giusta. Il distacco da un finale così era giusto». Un addio che, ammette, lo ha comunque segnato: «Emotivamente sono rimasto scottato, era una cosa che non mi aspettavo. Però vedere la vita da altre prospettive fa bene. Se un giorno tornerò, tornerò con un bagaglio più grande».

«Ho preso la strada più difficile»

Bottani respinge poi con decisione l'idea di essersi accontentato scegliendo di ripartire dal Collina d'Oro. «No, anzi, è l'esatto contrario. Se avessi accettato la strada comoda, avrei accettato l'offerta del Lugano e sarei rimasto tutta la vita lì, facendo un lavoro che magari non mi piaceva». Per il giocatore, scendere di categoria rappresenta invece una vera sfida personale: «Mi sono rimesso in gioco, sono sceso di categoria, che è difficile sia mentalmente sia a livello di gioco. Penso di aver preso la strada più difficile. Accontentarmi non è nel mio spirito. Sono qui per portare valore aggiunto».

Petito: «Un innesto che ha portato entusiasmo»

Dietro l'arrivo di Bottani c'è stato anche un lavoro portato avanti dal comitato del FC Collina d'Oro. Marco Petito sottolinea la lungimiranza della società nel puntare sul giocatore non soltanto per il suo valore in campo, ma anche per il profilo umano e l'immagine che può rappresentare per il club. «Abbiamo cercato piano piano di concretizzare, di discutere con lui, di fargli vedere la struttura e di farlo allenare con noi, aspettando con discrezione che i tempi fossero maturi per trovare una soluzione e portarlo in Collina». Per Petito, l'arrivo di Bottani ha già dato una spinta importante all'ambiente: «Ha portato entusiasmo, ha portato voglia e sono certo che con il tempo e nelle prossime partite arriveranno anche i tre punti».