
"Se ne va un campione dal grande cuore". Chiunque lo abbia conosciuto, in queste ore si sta unendo commosso al triste cordoglio che fa seguito alla scomparsa di Mário Sérgio, il centrocampista brasiliano che illuminò il pubblico granata nel 1986.
A ricordarlo con affetto, tutto il calcio ticinese e vari ex compagni: "Una grande tragedia per la squadra intera, ma anche per chi conosceva Mário. Una persona dal carattere un po' particolare, ma dal grande cuore, fra i più grandi dell'epoca - ci racconta Mauro Galvão, che, da 18enne, vinse insieme a lui il campionato brasiliano del 1979 con la maglia dell'Internacional di Porto Alegre - Per me era forse superiore addirittura a Zico. Lui però è sempre stato più professionale, mentre Mario più stravagante."
Se il Bellinzona di Mário Sérgio entrò nella storia, fu anche grazie alle prodezze di Paulo Cesar, vero e proprio idolo della torcida granata della stagione 1986-87: "Ci ha lasciati un grande compagno, un amico - ci racconta commosso - Anche se sono anni che non lo vedo più, sono davvero esterrefatto e porgo le mie più sincere cordoglianze a tutti i suoi cari e anche a quelli di tutte le vittime della tragedia."
Per Livio Bordoli, in squadra pure lui in quell'ACB, la coppia Cesar-Sergio fu probabilmente "la più forte mai vista nel calcio ticinese": "Mario era un mostro, il miglior giocatore con il quale io abbia mai giocato, forte di destro e di sinistro, le sue finte mandavano in tilt chiunque. Come persona era un pazzo, in un mondo tutto suo, ci raccontava gli aneddoti di quando prendeva in mano la pistola per calmare i tifosi del Palmeiras...".
Attorno alla carriera e alla vita del brasiliano, in effetti si sprecano gli aneddoti. Ma a Bellinzona, tutti ne ricordano uno in particolare. All'epoca Mário Sérgio dichiarò di avere 31 anni, quando in realtà ne aveva 36, ma lo si scoprì solo in seguito: "C'era un grande punto di domanda sulla sua età, ma non appena toccò il suo primo pallone al Comunale ci dimenticammo di tutto: i 20enni non riuscivano a stargli dietro" racconta Franco Lazzarotto, figlio del presidente granata dell'epoca, Felice Lazzarotto: "Con mio padre andammo a Milano a riceverlo. Ne ho un ricordo bellissimo anche se arrivò a fine carriera. Una persona di spessore, di grande cultura, potevi parlare di tutto con lui."
Nel VIDEO dell'epoca della RSI, il suo leggendario arrivo in un Viale Stazione gremito
OC/MA
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