Cerca e trova immobili
Sport
Management: Davos, Berna e Ambrì da podio
Redazione
15 anni fa
Quale club svizzero ha la migliore dirigenza? Ecco la classifica del Sonntags Blick

Quale club svizzero ha il miglior management? Se l’è chiesto il Sonntags Blick. Che ha poi stilato la sua classifica, affidata alle penne di Stephan Roth e dell’ex difensore dello Zugo e della nazionale Dino Kessler. Questo il loro verdetto, al netto della nostra traduzione. La nota assegnata è la media delle 5 valutazioni che Roth e Kessler hanno assegnato a queste voci: mercato degli stranieri, mercato degli svizzeri, strategia societaria, gestione della crisi e formazione delle gioveni leve.Primo: il Davos. Nota: 5,4. Il sistema di Arno Del Curto è sempre il migliore. I tanti ferimenti hanno permesso ai grigionesi di gettare nella mischia nuovi giovani del vivaio. La strategia è chiara. Secondo: il Berna. Nota: 5,2. Con i mezzi economici che ha avrebbe potuto ingaggiare degli stranieri più forti. Ma malgrado sia un top club punta anche sui giovani di talento. La strategia è chiara: spettacolo, intrattenimento e successo. Terzo: l’Ambrì Piotta. Nota: 5.0. Ingaggiando Maxim Noreau l’Ambrì ha trovato uno dei migliori stranieri dell’interna LN. Si sono infortunati Westrum Kariya e Landry, ma di questo non si più certo incolare la dirigenza. I giovani hanno grande spazio. Cosa manca? Il successo… ed i mezzi economici per poterselo permettere. Quarto: il Friborgo Gottéron. Nota: 4,9. Trasformare Kossmann da assistente allenatore in head coach è stata una scelta coraggiosa. Ingaggiando Dubé e Gamache la strategia si è dimostrata vincente. E ora lo stadio è sempre pieno. Obiettivo: il titolo. Quinto: il Bienne. Nota: 4,4. Kevin Schläpfer è riuscito nel salto. Se non arriverà la qualificazione ai playoff sarà a causa della qualità degli stranieri. Sesto: lo Zugo. Nota 4,3. Con Holden e Metropolit lo Zugo ha messo sotto contratto il miglior duo di stranieri della Lega. Wozniewski e soprattutto Markkanen, in vista dei playoff, sono però un punti di domanda. Il turnover degli stranieri non è però stato gestito bene. Settimo: il Lugano. Nota: 4,2. Da quando il DS Roland Habisreutinger non ha più peso decisionale a Lugano si è tornati ad avere una strategia.E così quando se n’è andato Barry Smith… Vicky Mantegazza, Andy Näser e Fabio Gaggini hanno ingaggiato Larry Huras. Ottavo: il Ginevra Servette. Nota: 4,1. McSorley continua la sua guerra contro gli arbitri. E ogni anno vende i pezzi migliori per mantenere le finanze in equilibrio. Nono: il Kloten. Nota: 3,9. Si voleva iniziare la stagione con tre soli stranieri a causa delle note difficoltà economiche. Le licenze staccate sono già sei. Decimo: il Rapperswil. Nota: 3,8. Adi Wichser potrebbe essere l’uomo del destino, ma la qualificazione ai playoff resta un miracolo. Undicesimo: il Langnau. Nota: 3,5. Senza un buon portiere e dei buoni stranieri nemmeno John Fust può fare granché. Difficile ripetere il miracolo dei playoff della scorsa stagione. Dodicesimi: gli Zsc Lions. Nota: 3,4. Gli stranieri non sono adatti alla LN. I giovani non vengono integrati nella prima squadra. Da Ginevra sono arrivati Gobbi e Breitbach e al contempo due giovani difensori del vivaio, Kukan e Hächler, sono andati in Svezia.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata