
Quale club svizzero ha il miglior management? Se l’è chiesto il Sonntags Blick. Che ha poi stilato la sua classifica, affidata alle penne di Stephan Roth e dell’ex difensore dello Zugo e della nazionale Dino Kessler. Questo il loro verdetto, al netto della nostra traduzione. La nota assegnata è la media delle 5 valutazioni che Roth e Kessler hanno assegnato a queste voci: mercato degli stranieri, mercato degli svizzeri, strategia societaria, gestione della crisi e formazione delle gioveni leve.Primo: il Davos. Nota: 5,4. Il sistema di Arno Del Curto è sempre il migliore. I tanti ferimenti hanno permesso ai grigionesi di gettare nella mischia nuovi giovani del vivaio. La strategia è chiara. Secondo: il Berna. Nota: 5,2. Con i mezzi economici che ha avrebbe potuto ingaggiare degli stranieri più forti. Ma malgrado sia un top club punta anche sui giovani di talento. La strategia è chiara: spettacolo, intrattenimento e successo. Terzo: l’Ambrì Piotta. Nota: 5.0. Ingaggiando Maxim Noreau l’Ambrì ha trovato uno dei migliori stranieri dell’interna LN. Si sono infortunati Westrum Kariya e Landry, ma di questo non si più certo incolare la dirigenza. I giovani hanno grande spazio. Cosa manca? Il successo… ed i mezzi economici per poterselo permettere. Quarto: il Friborgo Gottéron. Nota: 4,9. Trasformare Kossmann da assistente allenatore in head coach è stata una scelta coraggiosa. Ingaggiando Dubé e Gamache la strategia si è dimostrata vincente. E ora lo stadio è sempre pieno. Obiettivo: il titolo. Quinto: il Bienne. Nota: 4,4. Kevin Schläpfer è riuscito nel salto. Se non arriverà la qualificazione ai playoff sarà a causa della qualità degli stranieri. Sesto: lo Zugo. Nota 4,3. Con Holden e Metropolit lo Zugo ha messo sotto contratto il miglior duo di stranieri della Lega. Wozniewski e soprattutto Markkanen, in vista dei playoff, sono però un punti di domanda. Il turnover degli stranieri non è però stato gestito bene. Settimo: il Lugano. Nota: 4,2. Da quando il DS Roland Habisreutinger non ha più peso decisionale a Lugano si è tornati ad avere una strategia.E così quando se n’è andato Barry Smith… Vicky Mantegazza, Andy Näser e Fabio Gaggini hanno ingaggiato Larry Huras. Ottavo: il Ginevra Servette. Nota: 4,1. McSorley continua la sua guerra contro gli arbitri. E ogni anno vende i pezzi migliori per mantenere le finanze in equilibrio. Nono: il Kloten. Nota: 3,9. Si voleva iniziare la stagione con tre soli stranieri a causa delle note difficoltà economiche. Le licenze staccate sono già sei. Decimo: il Rapperswil. Nota: 3,8. Adi Wichser potrebbe essere l’uomo del destino, ma la qualificazione ai playoff resta un miracolo. Undicesimo: il Langnau. Nota: 3,5. Senza un buon portiere e dei buoni stranieri nemmeno John Fust può fare granché. Difficile ripetere il miracolo dei playoff della scorsa stagione. Dodicesimi: gli Zsc Lions. Nota: 3,4. Gli stranieri non sono adatti alla LN. I giovani non vengono integrati nella prima squadra. Da Ginevra sono arrivati Gobbi e Breitbach e al contempo due giovani difensori del vivaio, Kukan e Hächler, sono andati in Svezia.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

