
Sulla Gazzetta dello sport la chiamano già “la figuraccia di Lugano”. Ma per i bianconeri non poteva esserci festa del centenario più gloriosa. Due a zero ai campioni del mondo e tutti a casa. Per il Milan Carlo Ancelotti schiera: Abbiati; Bonera, Senderos, Maldini, Antonini; Cardacio, Emerson, Ambrosini; Seedorf; Inzaghi, Pato. Il Lugano risponde con Proietti; Rota; Denicolà; Montandon; Preisig; Da Silva; Baldo; Maggetti; Fabiano; Renfer e Rennella. Il primo scivola via senza troppe emozioni. La gara è equilibrata anche se il Milan punge di più. Il Lugano non demerita, anzi in un paio di contropiedi spaventa Abbiati. Per i rossoneri, tuttavia, lo spavento maggiore è l’infortunio a Filippo Inzaghi, dopo soli 15 minuti. Per il bomber rossonero un risentimento muscolare. Al debutto il difensore svizzero Philippe Senderos, gioca una partita senza infamia e senza lode, anche se un paio di distrazioni potevano costare care. Ma il bello (o il brutto) avviene tutto nella ripresa. Si comincia con l’attesissimo ritorno in campo di Ricardo Kakà. Per il brasiliano quarantacinque minuti incoraggianti, con qualche delizia regalata alla platea di Cornaredo. Ma a segnare è il Lugano. Vincenzo Rennella, già ribattezzato “il Maradonna della Costa Azzurra”, porta in vantaggio in bianconeri con un velenoso sinistro dal limite che si insacca all’angolino. Il Milan prova a rispondere ma con un gioco confuso che produce ben poco di concreto. Il Lugano si difende con ordine e riparte pericolosamente in contropiede. E proprio nei minuti finali arriva il raddoppio per i ragazzi di Simone Boldini, grazie alla prima rete in maglia bianconera del “ciclon de Colombia” Laborde. Finisce dunque due a zero. E sugli spalti di Cornaredo è festa grande. Dopopartita ad alta tensione. L’allenatore rossonero Carlo Ancelotti è parso davvero arrabbiato nel corso di tutta la partita. Ma è dopo il fischio finale che nello spogliatoio rossonero si scatena la tensione. Almeno venti minuti di faccia a faccia tra squadra e allenatore. E nello spogliatoio di Cornaredo scendono anche Adriano Galliani e Ariedo Braida. Quando tutto finisce, né tecnico né dirigenti si presentano davanti ai giornalisti. Parlano solo Senderos e Seedorf. Domenica c’è Genoa-Milan: e non sarà una vigilia serena…. NC/AELLE
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