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Luxury tax: la NHL guarda alla NBA
Redazione
14 anni fa
Lockout: oggi il quarto round di fila di trattative. Il momento è decisivo. L'esperienza della NBA potrebbe essere la soluzione

LA NHL e la NHLPA si troveranno oggi per la quarta giornata di fila di trattative per cercare di salvare almeno una stagione accorciata. "Non ho molto da commentare", ha dichiarato ai media il commissario della NHL Gary Bettman. "Abbiamo incontrato la NHLPA negli ultimi tre giorni e venerdì la incontreremo ancora. Ma non parlo né dei temi che abbiamo toccato durante le nostre discussioni, né delle trattative". "Tutto quello che posso dire – gli ha fatto eco il direttore esecutivo della NHLPA Donald Fehr – è che abbiamo affrontato le questioni che ci separano da più punti di vista". Le parti non svelano di più. Secondo indiscrezioni raccolte da La Presse Canadienne la NHLPA mercoledì sera ha sottoposto un’ulteriore offerta alla NHL. I giocatori - facendo un passo verso i proprietari - hanno accettato di scendere dal 57% al 50% nella suddivisione dei guadagni, ma chiedono che i contratti attuali vengano rispettati. Ed è proprio questo il problema maggiore da risolvere. Come fare? La NHL ha risposto all’offerta della NHLPA giovedì. E Bettman si è limitato a dire che resta molto lavoro da fare". Alcuni scenari possibili Il primo: la NHL accetta di rispettare i contratti attuali senza toccare il tetto salariale. Questo scenario porterà però inevitabilmente diverse franchigie ad essere schiave dei contratti multimilionari su più anni firmati nelle ultime stagioni. Diverse squadre saranno formate da 2-3 superstar strapagate attorniate da giovani a buon mercato. Diversi giocatori di fascia media finiranno così nel waiver rischiando di rimanere senza squadra. Il secondo: la NHL accetta di rispettare i contratti già firmati, creando due sistemi paralleli per una fase di transizione. Il nuovo accordo collettivo garantirebbe dunque, per gli attuali contratti, le vecchie regole: 57% dei guadagni ai giocatori, 43% ai proprietari. E la nuova suddivisione – 50% a testa per giocatori e proprietari – solo sui nuovi contratti. Tutto questo rispettando il salary cap. Così - una volta scaduti gli attuali contratti – tutti quelli firmati dalla fine del lockout in avanti sarebbero basati sulle nuove regole. Il terzo: un tetto salariale flessibile con luxury tax, simile a quello della NBA. Per permettere alle franchigie di rispettare i contratti firmati si farà un parziale passo indietro. Chi avrà i soldi per farlo potrà sforare il tetto salariale, ma dovrà pagare una costosa luxury tax alla NHL. Per ogni dollaro speso in più, un altro dollaro andrebbe alla Lega. Ed il montante sarebbe ridistribuito dalla NHL alle franchigie dei mercati minori. Questo scenario piace alle franchigie più ricche - come i Toronto Maple Leafs o i New York Rangers - che potrebbero assicurarsi più giocatori di talento ed aumentare le loro chances di vittoria. Contemporaneamente, con questo sistema, la chance di diverse squadre di vincere la Stanley Cup sarebbe praticamente nulla. Ed il rischio è quello di perdere i fans di tutte queste squadre e così anche diverse quote di mercato. Dieci giorni per riprendere Le trattative sono insomma entrate in una fase decisiva. Se verrà firmata la nuova convenzione collettiva ci vorrà poi, per la ripresa del campionato, un periodo di 10 giorni: 3 giorni per permettere ai giocatori sparsi per il mondo di raggiungere le loro squadre in Nord America e 7 giorni di camp per cominciare a rimettersi in forma. joe.p.

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