
La verità non è quella di Giulini: parole di Mauro Lustrinelli.L'ormai ex attaccante del Bellinzona è un fiume in piena: in vacanza in Italia con la famiglia (rientrerà domenica) ha appena letto l'intervista sul nostro sito rilasciata dal presidente Gabriele Giulini.Il presidente aveva spiegato la rottura (o meglio, il mancato rinnovo del contratto) tra il giocatore e la società, con una differenza economica troppo grande tra domanda e offerta: insomma, Lustrinelli avrebbe chiesto una cifra che il Bellinzona non poteva pagargli e da qui l'idea di accettare la proposta del Thun. Secondo Lustrinelli non è vero niente, sono tutte invenzioni della società granata. La verità la racconta lo stesso Lustrinelli, autore quest'anno di 15 reti con la maglia granata.."Ho letto l'intervista del presidente e sono rimasto sbalordito e anche dispiaciuto. Mi spiace, ma il presidente non ha raccontato la verità, le cose non stanno assolutamente così".E come stanno le cose?"Lui all'inizio mi aveva offerto un contratto di un anno con una decurtazione del 40% ma io non ho accettato. Il presidente aveva sempre parlato di me come di una bandiera, di qualcuno che avrebbe potuto fare parte del Bellinzona anche nel post-carriera e allora io ho chiesto almeno due anni. Lunedì mattina alle 9.30 abbiamo così raggiunto un accordo sulla base di un contratto biennale con decurtazione del 30 per cento. Lui mi ha dato la sua parola, dicendo che la cosa per lui era fatta. Io ero molto contento, anche perché subito dopo Ginevra avevo detto al presidente che sarei rimasto a Bellinzona anche in Challenge League e che non ne avrei fatto una questione di soldi. E mi sembra che una decurtazione del 30% sia una bella rinuncia, no?".Poi cos'è successo?"Stranamente verso mezzogiorno ricevo un'altra telefonata del presidente che mi dice di annullare tutto e che non poteva più mantenere ciò che mi aveva promesso in mattinata. Sono venuto a sapere che il presidente aveva parlato con l'allenatore Andermatt e che da quel momento le cose erano cambiate. E pensare che il mio procuratore stava già firmando le carte assieme a Carlo Tebi".Significa che è stato Andermatt a non volerti?"Beh, se uno più uno fa ancora due...".E poi tu cos'hai fatto?"A quel punto mi sono sentito tradito, non mi sono più sentito voluto. Penso di aver fatto tanto per il Bellinzona nella mia vita, al contrario di Andermatt invece che è appena arrivato da pochi giorni. Ho capito che non mi volevano più e ho così accettato la proposta del Thun. Tra l'altro avevo anche le proposte di San Gallo e Losanna, che però ho scartato subito. Ho detto al Thun che prima avrei sentito il Bellinzona, che i granata restavano la mia prima scelta. Insomma, Bellinzona è casa mia e avrei voluto finire lì la carriera. Anche in Challenge League, non mi importava".A Thun che condizioni avrai?"A Thun percepirò lo stesso stipendio che avevo concluso con il presidente. Non ci vado dunque per i soldi, lo giuro sui miei figli. Io volevo restare a Bellinzona ma non mi hanno voluto. Voglio che si sappia la verità, che i tifosi sappiano perché sono andato via. Avevano parlato di me come di una bandiera e di progetti futuri e invece non è vero niente".Del presidente cosa pensi?"L'avevo sempre considerato una persona leale, avevamo anche un buon rapporto al di fuori del campo ma oggi mi ha profondamente deluso, oggi mi è crollato tutto. Ho capito che non mi ha detto la verità, mi sono sentito tradito"[email protected]
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