
Manca poco al debutto in campionato.
Domenica alle 16, a San Gallo, il Lugano tornerá ad assaporare il profumo della Super League.
Non sarà ancora il “vero” Lugano, visto che alcuni nuovi acquisti non potranno scendere in campo, ma sará comunque interessante scoprire almeno due cose: quale sará l’atteggiamento tattico della squadra e soprattutto capire la condizione física.
Si è tanto parlato degli allenamenti durissimi di Zeman durante questo mese: che frutti hanno dato, davvero sono in grado di fare la differenza?
Lo scopriremo presto.
Intanto, con gli arrivi di Culina, Datkovic, Donis e Ferrari, la rosa del Lugano è quasi al completo. Mancano un portiere e una punta centrale.
Qualche tifoso, sbirciando qua e lá nei vari blog, storce un po’ il naso. C’è paura che questo Lugano non sia attrezzato per la nuova categoría. Qualcuno crede che la squadra sia addirittura più debole di quella dello scorso anno.
Analizziamola un po’.
Partiamo dalla difesa: gli arrivi di Datkovic e Ferrari dovrebbero compensare ampiamente la partenza del pur bravo Malvino. Soprattutto il primo é considerato un giocatore di prospettiva e dotato giá di buona esperienza.
Il terzino sinistro Jozinovic sembrerebbe un giocatore solido e affidabile.
A centrocampo Pusic é andato a rimpiazzare Basic: nelle amichevoli é sempre stato il migliore, impressionando per forza física e dinamismo.
Poi ci sono i giovani del Milan Piccinocchi e Mastalli, su cui Zeman sembra pronto a scommettere.
Davanti gli arrivi di Culina (tra i migliori del Varese lo scorso anno) e Donis (che nella Juventus viene considerato un grande talento anche se un po’ discontinuo) potrebbero esplodere definitivamente alla corte di Zeman.
E poi, Zeman appunto.
Renzetti stamattina nella conferenza stampa di presentazione ha detto di aver speso 100 mila franchi per il mercato: sará anche vero, escludendo ovviamente l’allenatore, che é la vera stella della squadra. Inutile negarlo.
Una mossa, quella di Zeman, che finora é stata senza dubbio vincente. Il suo arrivo ha portato entusiasmo, ha dato un’immagine importante al club ma soprattutto ha spinto diversi giocatori a venire in Ticino. Giocatori che altrimenti non sarebbero mai arrivati.
Ora, ovviamente, si attende il responso del campo. Ma con Zeman si sa, bisogna avere pazienza. La squadra è nuova e all’allenatore va dato il tempo per amalgamarla.
Cosa dire invece di Renzetti?
Quando il presidente rifiutò la proposta di Raiola e Bentancur, qualcuno si era illuso che Renzetti avesse alle spalle chissá che potenza económica.
Invece, e questo mercato lo ha evidenziato, Renzetti ha fatto praticamente tutto da solo e con pochi mezzi.
Al di lá di quanto sia veramente il Budget del Lugano (4, 7 o 8 milioni), una cosa é sicura: Renzetti ha fatto quello che doveva fare.
Ha puntato forte su Zeman, ha aspettato il momento giusto per piazzare alcuni colpi sul mercato e ha messo a disposizione dello stesso allenatore una squadra giovane e affamata. Proprio come piace al boemo.
Una squadra che oltretutto arriva da una gloriosa stagione in cui aveva comunque dimostrato (con i vari Rossini, Tosetti, Bottani, Padalino, Sabbatini, Russo, ecc) di possedere di per sé un buon potenziale.
Questo Lugano, che domenica inizia la stagione tra mille dubbi, merita perlomeno un po’ di sano ottimismo e una ragionevole dose di speranza.
Tolte Basilea, Young Boys e Zurigo, se si sbirciano le rose delle altre formazioni (a partire dal San Gallo di Russo, Everton e Cavusevic), nessuna è cosi forte da togliere il sonno.
E nessuna ha uno Zeman in panchina.
Luca Sciarini
Alle 18:45 in diretta negli studi di TeleTicino il presidente Angelo Renzetti.
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