
4 sconfitte filate - delle quali le ultime 3 giunte nei 60' - da riscattare: contro lo Zugo dell'ex Kreis, era questo l'obiettivo dei "fischeriani" oggi sul ghiaccio amico, dove tra l'altro tornava da avversario Schlumpf.
E la squadra di Dominik va subito in difficoltà: Kparghai tira, Stephan non trattiene e Sannitz scorna il toro zughese, grazie al suo primo gol stagionale.
Un vantaggio al 4'11, insomma, per... salutare il buon Brunner, sbarcato alla Resega per la conferenza di "vernissage" in questa piovosa domenica dicembrina.
Zugo che una volta sotto cerca subito di reagire, ma il "Lion" Zanger - in prestito al club della Bossard Arena - trova sulla sua strada un Manzato concentrato.
Entrambe le squadre si punzecchiano senza troppi tatticismi: una punge e l'altra contrattacca, in perfetto "Playstation-style".
Ma al Lugano capita - colpevolmente - di eccedere nella ricerca della manovra, a discapito della concretezza: non solo, la squadra di "Fischi" conclude il terzo sulle gambe e menomata dal box play.
Nonostante qualche pecca in power play e alcuni già noti svarioni difensivi, il Lugano di un gran Manzato chiude comunque in vantaggio di una rete.
Dopo il suono della prima sirena, tocca a Damien (Brunner) - autentico regalo di Natale bianconero - che saluta il proprio pubblico.
Comincia il secondo tempo, e ci vuole subito la prontezza di Kparghai per allontanare un pericolo portato dai tori zughesi.
Ma la segnatura che vale il pareggio è matura: bianconeri troppo indisciplinati oggi, e alla quarta penalità, Zanger castiga un Lugano sbilanciato.
Match che a questo punto sembra finire in mano agli svizzero-tedeschi, ma è un'impressione che viene presto... smentita dal palo colpito da Sannitz.
Zugo che paga però a caro prezzo il suo coraggioso forechecking, perché il Lugano ruba il disco e in due contro uno colpisce: ancora con "Bertaggino", come nel venerdì "esagerato" della Bossard Arena, ossia quel 21 novembre scorso che celebrò il 7-1 esterno della banda Fischer.
Il figlio del mitico Sandro, quindi, si conferma un ex dal bastone "caldo".
La gioia dei bianconeri non dura comunque molto: gran gol di Herzog, che dalla linea rossa al... 2-2 non viene contrastato, e conclude con diagonale vincente.
Terzo periodo in cui McLean cerca di sfruttare l'inferiorità numerica della "truppa Harold", ma Stephan si salva ancora grazie ai ferri della propria gabbia.
I ribaltamenti di gioco e le occasioni si sprecano, e i migliori sul ghiaccio sono i due cerberi, Manzato e soprattutto l'ex Servette Stephan.
A crescere, nella seconda metà dell'ultimo terzo è però lo Zugo, che passa con un gol di Martschini sul quale, il video al quale ricorrono gli arbitri, non fa però giustizia: l'invasione dello slot e la trattenuta su Manzato del "ragazzaccio" dell'hockey svizzero - il bad boy Holden - andavano sanzionati, ma i "fischeriani" non perderanno il match per questo motivo. Ci sono ben altre responsabilità, infatti...
Le definitive speranze del Lugano si infrangono sulla parata di Stephan che ferma McLean, un bianconero che simili dischi sa sfruttarli meglio...
Martschini inquadra invece la porta avversaria e fa quindi 4-2.
La morale di tutto ciò? Beh, la banda Fischer è la brutta copia della squadra che fu e perde con lo Zugo la 5. gara di fila: stranieri irriconoscibili (ormai segnano solo gli svizzeri), power play che è invece un... "pover" play e difesa che fa acqua: d'accordo Brunner, ma i rinforzi servono soprattutto altrove.
IL TABELLINO:
LUGANO-ZUGO 2-4 (1-0, 1-2, 0-2)
Reti: 4'11 Sannitz (Kparghai, Pettersson) 1-0, 23'04 Zanger (Christen, Bouchard) 1-1, 32'33 Bertaggia (Filppula) 2-1, 35'55 Herzog 2-2, 55'01 Martschini 2-3, 58'23 Martschini 2-4.
LUGANO: Manzato; Chiesa, Kienzle; Ulmer, Sartori; Andersson, Kparghai; Ahlström; Walsky, Filppula, Bertaggia; Pettersson, Sannitz, Klasen; Walker, McLean, Murray; Dal Pian, Romanenghi, Reuille.
Penalità: Lugano 5x2', Zugo 7x2'.
Note: Resega, 5'435 spettatori.
Arbitri: Hradil, Wehrli; Borga, Küng.
L'ALTRO RISULTATO:
Zurigo-Davos 4-1.
LA CLASSIFICA:
1. Davos 31/66, 2. Zurigo 32/65, 3. Berna 31/64, 4. Zugo 30/52, 5. Lugano 30/52, 6. Ginevra 32/51, 7. Losanna 32/44, 8. Bienne 31/37, 9. Kloten 31/38, 10. Friborgo 32/36, 11. Ambrì 31/32, 12. Rapperswil 31/24.
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