
Lunedì 21 novembre 2016. Il Lugano arriva al derby di stasera con 30 punti in 23 partite, un magro bottino che lo condanna al nono in classifica. Sotto la linea. Uno scenario che nessuno poteva nemmeno immaginare due mesi fa.
Al di là dello stupore, ci sono chiare ragioni se oggi i bianconeri sono in questa posizione.
Torniamo indietro alla scorsa primavera (o forse anche prima). Le scelte di mercato operate da Habisreutinger sono state totalmente sbagliate. Non è un'eresia dire oggi che il Lugano, e di conseguenza il suo ds, ha sbagliato due stranieri e mezzo sui quattro messi a disposizione dello staff ad inizio stagione.
Il primo (mezzo) errore è stato quello di confermare Martensson sulle ali dell'entusiasmo generato dai play off della scorsa stagione. Il centro svedese, inguardabile per tutta la regular season, ha sì dato il suo contributo contro Zugo e Ginevra ma nelle cinque partite disputate contro il Berna ha messo a segno la pochezza di una rete.
Insomma, una fiducia "emotiva" più che "razionale" quella accordata al numero 9.
Gli altri errori, forse ancor più gravi, concernono gli ingaggi di Zackrisson e Sondell. Il primo, checché se ne dica, è un giocatore che Shedden non conosceva e che non rientra nel suo ideale di centro straniero. Lo svedese aveva già firmato mesi orsono nel corso della gestione Fischer-Andersson? Forse sì, forse no. Fatto sta che oggi è alla Resega senza essere davvero desiderato. Se poi aggiungiamo che qualche settimana fa attraverso i media svedesi ha criticato il suo allenatore perché non gli comunica con necessario anticipo se giocherà la partita seguente o meno ne esce un quadretto poco edificante di un giocatore che a Lugano non sarebbe dovuto arrivare.
Capitolo Sondell. La buona uscita garantitagli dallo Zugo ha permesso al Lugano di prenderlo a basso costo. Un affare? Niente affatto. Dopo quattro partite era infatti già stato bocciato. Il passato, proprio a Zugo, di Shedden ci suggerisce che mai ha voluto un giocatore con le sue caratteristiche (vi ricordate per esempio Wozniewski?).
Dunque tirando le somme... Una conferma che lascia dubbi e due innesti sbagliati. Un mercato ampiamente deficitario. Ma c'è di più...
Chi ha condotto le trattative, ovvero il direttore sportivo, ha consultato e concertato gli acquisti con lo staff tecnico oppure ha fatto di testa propria? La risposta pare ancor più evidente se si considera che dopo neppure un quarto di campionato i bianconeri avevano già pescato sul mercato di riparazione ben due elementi, ovvero Lapierre e Wilson, molto più nelle corde di Shedden e Curcio.
Non sarà mica che in casa Lugano qualcuno tira la corda verso destra e qualcuno verso sinistra?
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