
Con il recente ingaggio del difensore nordamericano Taylor Chorney – in possesso del doppio passaporto, statunitense e canadese – il Lugano ha completato il proprio pacchetto stranieri. Per il 31enne quella bianconera sarà la prima avventura in Europa, dopo 10 anni da professionista a fare la spola tra la NHL e la AHL. E proprio la mancanza di regolarità nel suo impiego da parte delle franchigie nelle quali ha militato ha convinto il nativo dell’Ontario ad attraversare l’oceano per vivere una nuova esperienza: “Era una situazione difficile. Nelle ultime due stagioni ho lavorato tantissimo per migliorarmi e farmi trovare pronto in caso di chiamata. Quando ho giocato, sul ghiaccio mi sono trovato bene. Adesso ho voglia di occupare un ruolo più importante in una squadra come il Lugano”.
Cosa ti ha spinto ad accettare l’offerta bianconera?“Io e la mia famiglia ci siamo informati, abbiamo chiesto a chi in passato ha giocato a Lugano e in altre parti d’Europa. Tutti ci hanno detto la stessa cosa: Lugano è uno dei posti migliori nei quali giocare a hockey. Sapevo che se avessi ricevuto un’offerta, non avrei dovuto lasciarmela scappare. Siamo consapevoli della fortuna che abbiamo avuto nel ricevere questa occasione. Non vediamo l’ora che la stagione inizi”.
Hai parlato con l’allenatore, Greg Ireland, o qualche membro del roster dei sottocenerini?“Sì, ho sentito Greg Ireland e Maxim Lapierre. Ho avuto il privilegio di giocare con Max a Pittsburgh e sono davvero contento di ritrovarlo a Lugano. Per quanto riguarda Ireland, è un uomo molto rispettato nel mondo dell’hockey. Mi sento fortunato di avere la possibilità di imparare e migliorare il mio gioco all’interno del suo sistema”.
In Nord America tutti hanno sempre parlato bene di te soprattutto quale uomo-squadra, ma in Svizzera – da straniero – dovrai rispondere a delle aspettative molto alte...“La ragione principale per la quale ho scelto Lugano è proprio perché avrò l’opportunità di ricoprire un ruolo più importante. So che questa condizione comporterà più pressione sulle mie spalle, ma sono un uomo che ama la competizione e dunque non vedo l’ora di abbracciare questa sfida. Inoltre ho sempre investito molto tempo ed energie per cercare di essere un buon compagno di squadra in ogni circostanza. Sono dunque molto felice che questa nomea giungerà assieme a me sino in Ticino”.
Hai iniziato la scorsa stagione con i Washington Capitals, ma Columbus ti ha reclamato dai waivers prima della fine della regular season. Quanto è stata dura vedere i tuoi vecchi compagni vincere la Stanley Cup?“Devo essere onesto: è stata dura vederli trionfare. Ho ottime relazioni con molti di loro e sono felice che quest’anno ce l’abbiano fatta. Vederli vincere è per me un ulteriore stimolo. Adesso ho ancora più fame di vittorie, anch’io voglio assaporare, a Lugano, questo genere d’esperienza”.
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