
Un martedì da dimenticare, un’entrata in materia a dir poco difficile.
Lugano e Ambrì escono da questa gara-1 con poche speranze, tanti timori e soprattutto con mille incognite.
In fondo, a pensarci bene, nulla di nuovo sotto il cielo del nostro hockey.
La stagione regolare, per entrambe le squadre, è stata fallimentare: l’Ambrì ha ottenuto il suo minimo storico di punti in serie A, il Lugano ha raggiunto un ottavo posto a dir poco deludente se paragonato con le aspettative di inizio stagione.
Difficile perciò pensare che i playoff/playout, con la loro innegabile dose di imprevedibilità, possano stravolgere i pronostici e soprattutto sette mesi di regular season.
Certo, ogni tanto capita, ogni tanto la sorpresa è dietro l’angolo e in fondo rappresenta il sale di questo sport e di questa formula.
Come dire che sperare non costa niente, ci mancherebbe altro.
Poi però è giusto essere più “onesti e responsabili” e rendersi conto degli enormi limiti delle nostre due squadre.
Il Lugano, rimasto a lungo sotto la linea, non è mai riuscito a trovare una vera identità. Sempre fragile in difesa, mai davvero convincente nei propri stranieri, i bianconeri sono stati spazzati via dal Berna in gara-1.
Nemmeno la proverbiale grinta di Bozon, che da giocatore è stato un vero lottatore, sembra riuscire a scuotere una squadra che appare rassegnata.Il rischio è che questa stagione possa durare ancora poco. Troppo poco.
Stesso discorso, con la complicazione di una situazione drammatica dal punto di vista sportivo e conseguentemente societario, per l’Ambrì, che ieri sera si è reso conto che contro questo Bienne sarà molto dura e che al contrario del Lugano, la sua stagione potrebbe durare ancora a lungo.
I leventinesi, che ieri hanno avuto in Westrum il loro miglior elemento (o forse il meno peggio…),non hanno mai dato in questi mesi segni di miglioramento.
I limiti di inizio stagione si sono evidenziati partita dopo partita con una regolarità allarmante, nonostante le reiterate esternazioni ottimistiche di Laporte.
Adesso ci si chiede cosa fare. Già cosa fare? A patto che ci sia ancora qualcosa da fare…
La speranza è che capiti qualcosa in questi giorni, che arrivi la tanto attesa scossa. Ma il dubbio è più che lecito e lo sconforto sta inghiottendo i tifosi leventinesi. Anche i più ottimisti.
Intanto qualcuno, prima o poi, dovrà assumersi le proprie responsabilità. Sperando che non sia troppo tardi.
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