
Prime fasi di gioco un po' confuse alle Vernets, nella trasferta alla quale il Lugano chiede quei punti che erano mancato nei precedenti viaggi a Zugo e Berna.
Bianconeri tra l'altro ringalluzziti dal successo alla Resega contro gli aviatori del Kloten: ci sono state alcune difficoltà nel match con gli zurighesi, ma in questa fase della stagione è importante soprattutto fare risultato.
Pericolosa la linea Pettersson, Steinmann, Klasen: prima è protagonista il casco giallo, quindi occasione per il secondo, al quale nella circostanza è probabilmente mancato il killer instinct.
Difetta di cattiveria anche Brunner qualche minuto dopo, ma i "fischeriani" giocano con lo spirito giusto.
Curiosità: solo tre arbitri sul ghiaccio delle Vernets, Mauron ai box. Quest'ultimo si è infortunato alla caviglia dopo uno scontro col bianconero Kostner.
Spettacolo che non decolla, Lugano più pericoloso degli uomini di McSorley, che hanno vinto solo una gara delle ultime sette disputate.
Ma a passare in vantaggio sono proprio le aquile: davanti allo slot Tom Pyatt raccoglie un disco dal fratello Taylor e fa 1-0 per i locali.
Il pareggio non si fa attendere gran che: dopo un'azione di rimessa avviata da Klasen, la determinazione di Vauclair - riceve da Pettersson e conclude da due passi - fa la differenza.
Si va avanti senza il malcapitato linesman Mauron anche nel secondo periodo. Nelle file del Lugano, poi, non giostra più Ulmer, finito all'ospedale per farsi medicare un taglio.
Polsino di McLean, il cerbero ginevrino Bays trattiene il disco perché vede sopraggiungere pericolosamente Sannitz.
Ginevra che vorrebbe uscire dal proprio terzo di difesa, ma non ce la fa: gli ospiti infatti contengono bene i ragazzi di McSorley, che però cresceranno di tono.
Espulso Kostner e in box play i "fischeriani" soffrono un po'.
Tornano in vantaggio le aquile con Douay, al primo gol stagione e in NL A. Nell'occasione ha pesato una sbavatura di Kienzle.
Il Lugano da trasferta ribadisce insomma le difficoltà degli ultimi tempi, specialmente in attacco.
Anzi, no: perché Brunner in backhand fa subito 2-2!
Dopo il gol nel derby e quello contro il Kloten di Simpson, giunge così la terza rete dell'ultimo rinforzo luganese.
Ritmo spezzettato in queste ultime battute di secondo tempo.
Come da tradizione, almeno recente, quando Ginevra e Lugano si affrontano alle Vernets si assiste sempre a match tirati.
Dopo il tiro sporco di Sannitz - e quindi col Lugano che chiude il terzo in avanti - suona pure la seconda sirena della serata.
Terzo periodo in cui si ferisce anche il linesman che aveva rimpiazzato Mauron: si procura infatti un taglio al mento, come dire che per gli assistenti arbitrali questa non era proprio serata...
Per ciò che riguarda le squadre, Brunner passa a McLean il disco del 2-3, ma l'occasionissima sfuma.
Non sbaglia invece il Ginevra, con Kevin Romy che colpisce indisturbato e castiga il suo vecchio club.
Altra ingenuità difensiva - che fa imbufalire un Daniel Manzato abbandonato a se stesso nello slot - e 4-2 delle aquile con Rivera.
Un Lugano incapace di pungere sbanda pure in difesa e così la frittata è fatta!
Per quanto concerne ancora i bianconeri, manca la compattezza di squadra e anche il contributo dei singoli più attrezzati, come Klasen. Discorso simile per Pettersson, ed era già accaduto nella trasferta di Berna di venerdì scorso. E se non girano gli svedesi, per la squadra di Patrick Fischer è dura...
Wick sul banco dei penalizzati e ospiti in superiorità numerica, ma non si tratterà del power play del riscatto
È anzi il topscorer ginevrino D'Agostini ad avere l'opportunità di infierire ulteriormente sul Lugano.
Non molla Vauclair, al tiro, sullo scadere della penalità avversaria: Julien non ha però fortuna e Lugano che quindi non accorcia.
Ancora protagonista D'Agostini, che colpisce il palo della porta di Manzato.
Poi è il turno di McLean, che ha l'opportunità per riaprire la partita, ma da due passi fallisce...
Lo imita Walker, che sciupa l'altra occasione per rimettere in discussione il risultato in queste battute finali di gara.
Il Ginevra - che in questo 2015 non si era mai imposto sul ghiaccio amico - sfata il tabù Vernets e il Lugano (che perde per espulsione coach Fischer in prossimità dell'ultima sirena) incappa invece in un altro viaggio deludente e manca così la qualificazione matematica ai playoff già stasera.
IL TABELLINO:
GINEVRA-LUGANO 4-2 (1-1, 1-1, 2-0)
Reti: 12'20 Tom Pyatt (Taylor Pyatt) 1-0, 14'46 Vauclair (Pettersson, Klasen) 1-1, 34'24 Douay(Antonietti) 2-1, 36'57 Brunner (Vauclair, Bertaggia) 2-2, 41'33 Romy (Almond, Loeffel) 3-2, 41'49 Rivera (Kast) 4-2.
LUGANO: Manzato; Chiesa, Kienzle; Ulmer, Vauclair; Sartori, Kparghai; Kuonen, Maurer; Brunner, McLean, Bertaggia; Pettersson, Steinmann, Klasen; Kostner, Sannitz, Reuille; Walker, Dal Pian, Fazzini.
Penalità: Ginevra 3x2', Lugano 5x2'.
Note: Les Vernets, 6'297 spettatori.
Arbitri: Eichmann, Wiegand; Mauron, Tscherrig.
LA CLASSIFICA:
1. BERNA 39/83, 2. ZURIGO 40/78, 3. DAVOS 39/77, 4. Zugo 39/72 5. Lugano 40/71, 6. Losanna 39/59, 7. Ginevra 39/59, 8. Bienne 39/51, 9. Friborgo 40/44, 10. Kloten 39/42, 11. Ambrì 39/41, 12. Rapperswil 38/28.
Berna, Zurigo e Davos qualificati matematicamente ai playoff.
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