
Dura presa di posizione dell’Unione europea contro l’ipotesi di un ritorno della Russia nel calcio internazionale. Il commissario europeo allo Sport, Glenn Micallef, ha replicato alle recenti aperture del presidente della FIFA, Gianni Infantino, che aveva parlato della possibilità di revocare il divieto imposto alle selezioni russe.
«Lo sport riflette ciò che scegliamo di rappresentare»
«Lo sport non esiste nel vuoto. Riflette chi siamo e cosa scegliamo di rappresentare», ha scritto Micallef su X, avvertendo che «lasciare che gli aggressori tornino nel calcio mondiale come se nulla fosse accaduto non è accettabile» e che «non tutto è negoziabile». Con l’avvicinarsi di Milano-Cortina 2026, ha aggiunto, l’UE deve riaffermare il proprio modello sportivo fondato su «responsabilità, solidarietà e rispetto dei valori».
«I simboli sono importanti»
Secondo il commissario maltese, «la sicurezza pubblica è importante. La chiarezza è importante. I simboli sono importanti». Il calcio, ha sottolineato, «detta il ritmo dello sport mondiale» e su una possibile normalizzazione dei rapporti con la Russia «altri sport, federazioni e Stati membri dell’UE hanno già espresso serie preoccupazioni». Decisioni di questo tipo, ha rimarcato, «dovrebbero essere prese attraverso discussioni collettive, valutazioni dei rischi e devono essere stabiliti limiti chiari».
Appello all’unità
Micallef ha infine invitato a fare fronte comune «all’interno dell’UE e oltre», chiamando in causa «tifosi, sindacati, associazioni e stakeholder» per stabilire insieme a Bruxelles «confini netti su ciò che è accettabile nello sport».
La sospensione
Nel febbraio 2022, FIFA e UEFA avevano sospeso a tempo indeterminato nazionali e club russi da tutte le competizioni internazionali, in seguito all’invasione dell’Ucraina.

