
La commissione indipendente di riforma del ciclismo (CIRC), presieduta dall'ex procuratore generale del Canton Ticino Dick Marty, ha pubblicato oggi, lunedì 9 marzo, il suo rapporto sul doping.
Un rapporto che accusa l'Unione ciclistica internazionale (UCI) di aver coperto Lance Armstrong e, in pratica, di aver tollerato l'uso del doping per molti anni.
Per redigere il rapporto, commissionato dalla stessa UCI, sono stati necessari 13 mesi di lavoro, costellati da 174 colloqui individuali con impiegati dell'UCI, delegati delle federazioni, medici, ciclisti e rappresentanti dell'organizzazione anti-doping.
L'obiettivo era quello di comprendere cosa non ha funzionato nel ciclismo negli ultimi anni ed emettere raccomandazioni per evitare che questi errori si ripetano in futuro. In particolare alla commissione era stato richiesto di fare maggiore luce sul caso del ciclista statunitense Lance Armstrong.
Il rapporto, che conta 227 pagine, punta il dito contro l'UCI. Dal 1992 al 2006, sotto la presidenza dell'olandese Hein Verbruggen, la commissione fa notare che la lotta al doping veniva vista come una caccia alle streghe che poteva portare pregiudizio al buon sviluppo della disciplina.
È in questo periodo che, secondo la commissione diretta da Dick Marty, Lance Armstrong ha beneficiato di un trattamento di favore. Identificato come la persona ideale per rilanciare il ciclismo dopo l'affaire Festina, grazie alla sua vittoria sul cancro, l'americano è stato protetto mediaticamente dall'UCI, malgrado ci fossero buone ragioni di sospettare che facesse uso di doping. I dirigenti dell'UCI hanno per esempio tollerato che Armstrong producesse un certificato medico a posteriori dopo un controllo positivo avvenuto nel Tour de France del 1999. Hanno anche accettato dei doni dall'americano. "Questa prossimità tra i dirigenti ed i corridori non è accettabile" fa notare il rapporto.
Il rapporto non dice esplicitamente che l'UCI ha autorizzato il doping durante tutti questi anni, ma che c'è stata una mancanza di misure appropriate per una lotta efficace.
La situazione è poi progressivamente migliorata a partire dal 2006, sotto la presidenza dell'irlandese Pat MacQuaid, con l'introduzione del passaporto biologico e dei controlli mirati con dei test anche al di fuori dalle competizioni.
La commissione diretta da Dick Marty, composta pure dal professore Ulrich Hass e dall'investigatore Peter Nicholson, suggerisce quindi all'UCI di migliorare la collaborazione con gli Stati e con le agenzie. Propone inoltre di introdurre dei controlli antidoping notturni per cercare di fermare meglio gli imbroglioni.
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