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Luca Cereda analizza l'inizio di stagione dell'Ambrì: "Kubalik? Era solo questione di tempo"
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Redazione
2 anni fa
L'allenatore dell'Ambrì-Piotta Luca Cereda analizza l'inizio di stagione dei suoi, non lasciandosi mancare un commento anche sui singoli.

L'Ambrì-Piotta ha avuto un inizio di stagione che non può essere ritenuto negativo. I biancoblù hanno ottenuto punti in tante partite, centrando però, solo in una circostanza, il bottino pieno. Tante le sorprese di questa stagione e tanti i punti di domanda. Per l'occasione, Luca Cereda, da noi contattato telefonicamente, ha parlato della sua squadra, di ciò che funziona e ciò che è da migliorare. L'allenatore dei biancoblù ha anche analizzato l'inizio di campionato di qualche suo giocatore.

Sei soddisfatto della stagione dell’Ambrì-Piotta fin qui?

"Siamo abbastanza soddisfatti. Siamo partiti in maniera non brillante, ma lottando siamo riusciti ad ottenere qualche punto. Nelle ultime partite, invece, abbiamo ritrovato più brillantezza nel nostro gioco ed è arrivato qualche punto più facile. Abbiamo ancora una volta avuto la dimostrazione che è un campionato estremamente equilibrato, dove ogni sera devi dare il massimo per giocartela, altrimenti diventa complicato".

Avete vinto una sola partita al 60esimo, mentre siete arrivati 6 volte su 8 all’overtime. Ogni sera portate a casa dei punti. Questo basta oppure c’è bisogno di qualche vittoria in più tempi regolamentari?

"Non perdere dà indubbiamente morale alla squadra. Vorremmo comunque vincere qualche partita in più da 3 punti. In queste prime settimane di campionato ci siamo andati vicini diverse volte e l’abbiamo ottenuta solo in una circostanza: per le prestazioni che abbiamo fatto è giusto così. Ultimatamente eravamo più freschi e lucidi, quindi ci stava qualche punto in più, ma ce ne stava qualcuno in meno all’inizio. La strada che abbiamo intrapreso è quella buona: le vittorie da tre punti sono solo questione di tempo. È fondamentale insistere".

Rispetto all’anno scorso avete un punto in più. Sei contento di questo primo mese di campionato?

"Non sapevo di questa statistica. Abbiamo avuto la conferma che qualsiasi sera, indipendente da dove e contro chi, ce la giochiamo. Dobbiamo ora migliorare le parti del nostro gioco deficitarie ed essere ancora più bravi nelle parti in cui facciamo già bene. Il livello delle altre diventerà sempre più alto e dobbiamo alzare l’asticella anche noi".

Tra le cose da migliorare c’è il powerplay?

"Nelle ultime due partite l’abbiamo giocato meglio. Abbiamo spostato meglio il disco e trovato più facilmente la conclusione. C’è stato un passo avanti, ma ci vuole costanza".

Ti sorprendono ancora le prestazioni di Virtanen o ormai sei abituato? Gli occhi degli scout NHL probabilmente sono caduti su di lui.

"Non sono sorpreso, perché già prima che arrivasse da noi era stato designato miglior difensore del campionato svedese. Conosciamo le sue qualità. Trovo che sia un buon esempio per gli altri per la costanza che ha nel suo rendimento. Lui ha sicuramente del talento, ma ad essere determinante è la sua mentalità che lo porta ad essere molto forte in ogni situazione".

Nello spogliatoio è altrettanto leader come sul ghiaccio?

"Non è uno che parla tanto, però nello spogliatoio ha una certa presenza. Non ha paura di parlare né davanti a tutti né con i compagni. Spesso e volentieri dice le cose in modo diretto. Penso sia qualcosa di cui abbiamo bisogno e noi glielo chiediamo".

Sbloccandosi, Kubalik si è tolto un peso?

"Trovo che già nelle ultime tre partite aveva alzato il suo livello di gioco e la sua competitività. Ero convinto che era solo una questione di tempo. Nell’ultima partita era andato vicino al gol anche nei primi due tempi, poi è stato bravo a chiuderla sul finale. Le sue prestazioni sono di livello. Se continua così, i gol arriveranno con una certa regolarità, perché fa parte di lui: è uno dei suoi punti di forza".

Lo vedevi preoccupato, dopo quello che ha passato in estate?

"Sì, non solo per l’estate, ma anche per la sua ultima stagione in NHL. Ha fatto dei buoni mondiali, ma doveva trovare il ritmo partita. È arrivato tardi al campo di allenamento e sapevo che aveva bisogno di tempo per carburare. Non lo vedevo preoccupato, ma sapevo che voleva far bene. Ha degli obiettivi, anche per l’Ambrì. Lo vedevo deluso per la sua fase realizzativa, ma sapevo che era questione di tempo".

Ti aspettavi questo Landry oppure sei rimasto sorpreso?

"Lui ha finito molto bene la stagione scorsa. Nei pre-playoff è stato uno dei nostri migliori attaccanti. Ero particolarmente curioso di come avrebbe ricominciato la nuova stagione. Si dice sempre che la seconda stagione è quella più difficile. Trattandosi di un grande perfezionista, ero curioso e sono stato contento di vedere che ha ricominciato da dove aveva finito. Si è preparato molto bene d’estato con grande fiducia. A livello fisico si vede che ha lavorato bene".  

Per quanto riguarda Ang, è una sfida persa oppure è troppo presto per tirare delle conclusioni?

"Ad oggi lui non è sicuramente contento della sua produzione. D’altra parte, nell’hockey moderno non puoi concentrati solo su quell’aspetto, altrimenti si entra in una spirale negativa. Quello che stiamo cercando di fare con lui è di concentraci su quello che può influenzare la sua prestazione. A volte la produzione non dipende solo da te. L’importante che rimanga concentrato sulle parti di gioco che può controllare e migliorare, poi i gol e gli assist arriveranno".

È un giocatore che è in grado di pensare di più alla fase difensiva, accantonando la fase realizzativa?

"Lui ha fatto due stagioni in National League: una da 50 punti, mentre nell’altra ha fatto meno bene. Quest’anno è una chance per lui per mostrare il suo vero valore. Oggi tutte le squadre difendono bene, è difficile segnare. Per fare ciò bisogna lottare per arrivare più vicino al portiere. Non è una delle sue caratteristiche più forti, ma con la sua velocità di movimento ed esecuzione può fare la differenza".

Senn ha disputato 5 partite, mentre Juvonen 3. Lo avevi previsto?

"No, non era pianificato, se non avere due portieri in grado di alternarsi. L’idea è di portare avanti due portieri che possano darci una mano in qualsiasi partita. A medio e lungo termine sarà qualcosa di positivo. Senn è stato bravo a calarsi nella nostra realtà. Ha iniziato bene con noi giocando più di quello che ha fatto nelle ultime due stagioni. Questo è un buon punto di partenza per lui e che gli dà fiducia".

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